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Pensioni donne, anzianità, uomini riforma Governo Renzi: novità quota 100,assegno universale,mini pensione ultimi giorni settimana

Non si placa la discussione sugli interventi necessari per rendere la riforma pensioni attuale più flessibile: assegno universale unica modifica condivisa da tutti: ultime notizie




Non si placa la discussione sugli interventi necessari per rendere la riforma pensioni attuale più flessibile e continuano ad arrivare novità da diversi esponenti politici per modificare la legge previdenziale eppure le ultime notizie confermano sempre una situazione di caos e scontri interni al governo in merito.

Di certo si sa che c’è un parere favorevole da parte di tutti per l’introduzione dell’assegno universale, così come pensati dal presidente dell’Inps Boeri, vale a dire destinato a persone sui 55-65 anni che rischiano di perdere il lavoro senza ancora aver maturato i requisiti pensionistici necessari. Nascerebbe, dunque, come forma di tutela a chi rischia di ritrovarsi in gravi difficoltà ed è una misura su cui si dice d’accordo anche l’Ue, non fosse altro perché è una forma di sostegno già in vigore in quasi tutti gli altri Paesi europei.

Diversa invece la situazione sui piani di uscita anticipata per tutti, dall’uscita a quota 100, particolarmente appoggiata non solo da alcune forze politiche, Lega compresa, ma anche dai sindacati, che pur permettendo effettivamente maggiore flessibilità in uscita perché permetterebbe al lavoratore di scegliere età e contributi con cui lasciare il lavoro, purchè la loro somma dia come risultato 100, richiederebbe comunque l’impegno di risorse economiche che, come ormai sentito più volte, il governo non ha.

E mentre è ancora aperta la questione della proroga dell’opzione contributivo donna per il 2015, è difficile mettere tutti d’accordo tanto sul sistema di uscita anticipata per tutti con calcolo contributivo, nonostante i risparmi che tale meccanismo garantirebbe allo Stato, quanto sul prestito pensionistico, nonostante fino a qualche tempo era considerato il sistema più fattibile perché non toccherebbe età e requisiti della legge Fornero e pur richiedendo iniziale impiego di soldi, si tratta di risorse che verrebbero poi restituite allo Stato una volta che il lavoratore raggiunge i normali requisiti di uscita dal lavoro.

E mentre si continua a discutere di questi piani ormai ben definiti e ben noti, continuano ad arrivare nuove proposte volte a modificare la legge Fornero, ma l’Ue continua ad opporsi a tale modifiche, sostenute dal nostro ministro dell’Economia Padoan che continua a ribadire ancora come la legge pensionistica attuale debba rimanere così com’è almeno nell’immediato futuro.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il