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Pensioni uomini e donne Governo Renzi: riforma, novità collaboratori e Renzi per assegno universale, mini pensione, quota 100

Flessibilità in uscita a fronte di pensioni più leggere, assegno universale, ricalcolo contributivo e interventi negativi: le ultime notizie su modifiche riforma pensioni del governo Renzi




Pensione anticipata con quota 100, prestito pensionistico, o staffetta generazionale e part time: diverse le novità che continuano ad essere discusse per modificare la riforma pensioni e, per esempio, insieme al piano di ritorno alle quote di Cesare Damiano, se ne sono affiancate altre, così come altre novità sono state avanzate in merito all’accumulo dei periodi contributivi maturati da ritenere validi ai fini del raggiungimento della pensione. E mentre Sel chiede chiarimenti proprio in merito ai contribuenti silenti, coloro che cioè hanno sempre versato contributi previdenziali ma non se li ritrovano tutti calcolati ai fini pensionistici, è attesa per il prossimo mese di maggio la busta arancione annunciata dal presidente dell’Inps Boeri.

Si tratterà di una vera e propria prova del nove per capire se i provvedimenti messi a punto da Boeri potranno essere effettivamente realizzati. Se, infatti la busta arancione debutterà effettivamente, significherà che, nonostante le polemiche degli ultimi giorni interne al governo, le sue iniziative sono appoggiate dalle politiche e che, quindi, si potrebbe arrivare anche all’assegno universale, seppur limitato a pochi, nonché a ricalcolo contributivo e uscite più flessibili con pensioni, però, più leggere.

Del resto, i piani di Boeri sono da sempre appoggiati dal premier Renzi che, pur continuando a tacere in maniera esplicita sulle pensioni, dimostra di voler comunque intervenire attraverso Boeri e Gutgeld, personalità da lui fortemente volute e di cui condivide gli interventi. Anche Gutgeld, infatti, come Boeri, apre a una maggiore flessibilità e qualche giorno fa ha definito anche ‘buona’ l'idea del ministro Poletti di intervenire sulla legge Fornero per permettere il pensionamento anticipato in cambio di una riduzione dell'assegno.

Ma ha spiegato: “L'idea è buona. Il problema è che questo non è consentito dalle regole di contabilità europea in quanto crea deficit. Perciò dovremo ottenere da Bruxelles e ci vuole tempo per strappare il sì di Bruxelles, dunque non bisogna creare troppe aspettative”. Dello stesso avviso della necessità di convincere l’Ue dei vantaggi che potrebbero derivare dai piani di uscita anticipata e flessibile per tutti anche Boeri.

Intanto, i primi interventi realizzabili potrebbero essere quei tagli a pensioni di guerra, invalidità, reversibilità e baby pensioni, annunciati proprio da Renzi l’anno scorso, suggeriti da Gutgeld suo consigliere economico prima che nuovo commissario per la spending review, e che insieme al ricalcolo contributivo di Boeri (che altro non riporta in ballo se non il prelievo di solidarietà proposto proprio da Renzi) potrebbero permettere di accumulare nuovi risparmi utili per ulteriori interventi pensionistici.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il