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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: quota 100, mini pensione, assegno universale con fondi appena dati da Italia a Ue

Otto miliardi di euro dall’Italia per contribuire al Fondo europeo per gli investimenti strategici: il paradosso delle risorse economiche ancora una volta non usate per modificare la riforma pensioni




Otto miliardi di euro dall’Italia per contribuire al Fondo europeo per gli investimenti strategici, che dovrà contare un capitale iniziale di circa 21 miliardi. L’Italia dunque si prepara a destinare una cifra considerevole che, invece, avrebbe fatto comodo per trasformare in realtà gli annunci delle novità promesse dal governo e che ancora attendono concretezza, a partire dalle modifiche alla riforma pensioni.

Il problema, infatti, finora sempre ribadito dal governo è stata la mancanza di quelle risorse economiche necessarie per garantire maggiore flessibilità in uscita a tutti con i piani di pensione a quota 100 o con prestito pensionistico.

Ma, come ben dimostrato, volendo i soldi si possono recuperare. La verità è che il governo pur avendo a disposizione risorse economiche preferisce destinarle ad altri interventi, come accaduto già con le spese militari e il nuovo piano di assunzione dei precari della scuola.

L’investimento italiano nel Fondo europeo è, forse, un altro motivo per cui quell’assegno universale annunciato dal presidente dell’Inps Boeri sarà destinato solo a determinate persone, coloro che hanno 55-65 anni e che rischiano di ritrovarsi in gravi difficoltà rischiando, di conseguenza, di divenire un nuovo caso sociale. Resta, comunque, il fatto questi 8 miliardi avrebbero potuto soddisfare le richieste di tutti, facendo anche tirare un sospiro di sollievo a tutti coloro che attendono novità sulle pensioni.

E’ una cifra importante che, come le stime riportano, avrebbe potuto essere investita, per esempio, per garantire l’uscita con quota 100, per cui servirebbero dai 2,5 a 11,4 miliardi di euro; o con prestito pensionistico, che richiederebbe invece circa 900 milioni di euro, che tra l’altro verrebbero restituiti allo Stato; o per la staffetta generazionale, che richiederebbe invece ‘appena’ due miliardi. E invece per la realizzazione di queste modifiche bisognerà ancora aspettare che l’Ue dia il via libera.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il