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Pensioni donne, anzianità, vecchiaia riforma Governo Renzi: novità ennesima diseguaglianza prepensionamento statali e no privati

Le amministrazioni pubbliche potranno obbligare i propri dipendenti ad andare in pensione anticipata anche prima del compimento dei 62 anni.




Via libera al pensionamento dei dipendenti pubblici prima dei 62 anni purché abbiano maturato i requisiti contributivi ovvero 42 anni e 6 mesi di contributi per gli uomini e 41 e 6 mesi per le donne. Si tratta di una novità di rilievo nell'ambito della riforma pensioni, confermata da una nota del dipartimento della Funzione Pubblica. L'obiettivo è evidentemente di favorire il ricambio generazionale. La novità fa il paio con l'abolizione dell'istituto del trattenimento in servizio ovvero della possibilità per gli statali di restare sul posto di lavoro nonostante la maturazione dei requisiti per la pensione. Va ricordato che dal 2016, per via dell'adeguamento all'aumento delle speranze di vita, il requisito sale a 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne.

E per i privati? Per ora si rimane nel campo delle speranze ovvero nella previsione di una misura per evitare disparità di trattamento tra lavoratori. Da parte sua il presidente dell'Inps, Tito Boeri, "rivendica il diritto a fare proposte" dell'Istituto ed è tornato a sostenere l'ipotesi di un reddito minimo per gli over 55 che "perdono il lavoro e sono in una condizione di povertà". La proposta da sottoporre a governo e Parlamento dovrebbe arrivare a giugno. L'idea piace al ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti, che già in passato aveva proposta la formula del prestito previdenziale, anticipato dallo Stato e dalle aziende.

A suo dire, si tratta di in un tema già da tempo in discussione: "C'è un problema con chi è avanti con l'età e perde il lavoro. Dobbiamo trovare una soluzione e questa è interessante". Il nodo è soprattutto economico: si cercano 1,5 miliardi di euro pari all'ammontare delle risorse previste. Per ora il numero uno dell'Inps ha incassato il via libera delle banche sui pagamenti di tutti gli assegni previdenziali nel primo giorno del mese: "Adesso aspettiamo il decreto del governo che mi auguro venga varato il prima possibile".

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il