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Pensioni vecchiaia, donne, anzianità riforma Governo Renzi: novità quota 100, mini pensione, assegno universale.Dibattito continua

Ci sono ostacoli alla riforma pensioni anche per ragioni estranee a quelle economiche. Ma i numeri rivelano che non c'è più tempo da perdere.




La riforma pensioni anche per motivazioni che vanno al di là delle ristrettezze economiche di questo periodo. Fino a questo momento non c'è stato spazio né per l'applicazione di quota 100 (somma di età anagrafica e anni di contribuzione) come tetto da raggiungere per ritirarsi dal lavoro e né per le soluzioni delle mini pensioni o del prestito previdenziale. Stando alle novità e ultime notizie, l'ipotesi che potrebbe trovare terreno fertile è l'introduzione dell'assegno universale, secondo tempi e modi da definire.

Peccato però che in questo periodo a essere maggiormente insistente è l'Inps. Ecco allora che per motivi elettorali e di visibilità dei partiti, non è consigliabile lasciare questo spazio all'istituto di previdenza. In qualche modo occorre mettere il cappello alla riforma pensioni ovvero alla modifica di quella legge Fornero contestata da tutti.

Eppure bisogna fare in fretta, come dimostrato dai tanti rapporto che vengono sfornati a cadenza settimanale. Dati alla mano, poi, la aziende stanno cominciando a riassorbire il personale che era in cassa integrazione. A marzo - secondo i dati diffusi dall'Istat - le ore di cassa sono diminuite del 43,8% su marzo 2014 (soprattutto a causa del crollo della deroga scesa del 91%) e del 5,9% su febbraio. Nei primi tre mesi dell'anno sono stati autorizzati 170 milioni di cassa integrazione con un calo del 42,2% sullo stesso periodo del 2014. A febbraio sono diminuite anche le richieste di disoccupazione. Con 119.000 domande complessive nel mese si è avuto un calo del 17,1% su febbraio 2014 e di oltre il 40% su gennaio.

Il calo più consistente è stato quello per la cassa in deroga a causa dei fermi amministrativi legati alla carenza di risorse con un calo tendenziale nel primo trimestre dell'82%. Un crollo per cui i sindacati esprimono preoccupazione: "Il calo del ricorso alla cassa integrazione non può essere scambiato come un segnale di miglioramento della situazione produttiva nel Paese".

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il