Yahoo si specializza: 100 siti dedicati ciascuno ad un particolare prodotto di marca

Una pioggia di siti monotematici sta per inondare l'internet di Yahoo!



Una pioggia di siti monotematici sta per inondare l'internet di Yahoo!. Con una strategia ben precisa: contrastare lo strapotere del rivale Google. Se a Mountain View si detiene il primato pubblicitario del web, a Sunnyvale non si resta con le mani in mano. L'idea, battezzata Brand Universe, è quella di creare dei luoghi di aggregazione sociale – e di traffico – attorno ai brand più in voga al momento: da Wii a Harry Potter.

I monomaniaci sono avvisati: tanti nuovi modi per gingillarsi e bearsi del proprio chiodo fisso – c'è chi preferisce chiamarlo hobby, passatempo, passione – stanno per fare la loro gioia. Quale giocatore, per esempio, di The Sims snobberebbe un sito dedicato al suo mondo preferito? L'importante è che sia aggiornato e ricco di spunti, e la tendenza all'aggregazione, allo scambio e alla discussione è soddisfatta. Lo stesso discorso vale per i fan della console Wii e delle serie televisive più caustiche del momento, come The Office.

Inutile disperdere le forze d'attrazione che orbitano attorno ai prodotti di intrattenimento di successo. Creare un luogo d'incontro per i fan online può inoltre servire da spinta per i nuovi adepti e da esca per chi ancora è alla ricerca dello svago prediletto. Queste le intenzioni di Yahoo! che ha già creato e messo in rete wii.yahoo.com e si appresta ad aprire le porte a molti altri marchi: sono previsti cento siti entro l'anno.


Cosa ne pensano le aziende interessate dall'iniziativa? Yahoo! non fa questa domanda, ma – precisa Vince Broady al New York Times – se dovessero esserci obiezioni si tirerebbe indietro rivolgendosi ad altri brand. Del resto, c'è l'imbarazzo della scelta. Inoltre i buoni motivi per essere d'accordo con l'iniziativa, non mancano: l'azienda di Sunnyvale vuole condividere sia le informazioni che scaturiranno dalla frequentazione dei siti di Brand Universe, che, eventualmente, i ricavi della pubblicità che sponsorizza le iniziative.

Serena Patierno

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il