BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni vecchiaia, donne, uomini riforma Governo Renzi: novità quota 100, mini pensioni e fondi Ue destinati a altri investimenti

Primi probabili interventi sulle pensioni e novità su fondi che il governo ancora una volta destinerà ad altro: le ultime notizie




Dal prossimo mese di giugno, probabilmente, le pensioni verranno pagate a tutti ogni primo giorno del mese, e sempre a giugno potrebbe arrivare l’assegno universale per gli over 55, mentre a maggio è atteso il debutto della busta arancione: queste le prime novità possibili sulle pensioni, mentre sembra ancora piuttosto lunga la strada verso l’approvazione di piani di uscita anticipata che possano rendere più flessibile per tutti i requisiti richiesti per andare in pensione. Ad ostacolare la messa in atto di questi sistemi, come da sempre ormai ribadito, la mancanza di risorse economiche necessarie.

Eppure l’Italia si prepara ad investire otto miliardi di euro per contribuire al Fondo europeo per gli investimenti strategici, che avrà un capitale iniziale di circa 21 miliardi. Si tratta di una cifra considerevole che in tanti ritengono avrebbe potuto essere investita in altri interventi, soprattutto pensionistici. Il problema, tuttavia, sembra essere un altro: questa intenzione del governo rappresenta solo l’ennesima conferma del fatto che i soldi per eventuali modifiche alle pensioni ci sono, ma vengono utilizzati per altri scopi. Tempo fa erano le spese militari, poi il piano di assunzione dei precari della scuola a settembre, ed ora l’investimento nel fondo Ue.

E si potrebbe ancora una volta pensare che ciò che allontana l’esecutivo da interventi concreti e reali sulle pensioni sia proprio la sua non volontà, nonostante più volte ribadito l’intenzione e il progetto di cambiare la legge pensionistica attuale. Del resto, i soldi di cui tanto si parla non sarebbero nemmeno necessari, considerando che ogni piano di uscita anticipata finora proposto, da quota 100, a prestito pensionistico, sistema contributivo o staffetta generazionale richiedere penalizzazioni al lavoratore.

E ciò significa che l’impiego iniziale di risorse verrebbe restituito alla fine attraverso decurtazioni degli assegni finali. Quegli otto miliardi destinati al Fondo europeo certo avrebbero fatto comodo, visto che rappresentano anche di più rispetto a quanto servirebbe.  Per esempio, per permettere l’uscita anticipata con quota 100 servirebbero dai 2,5 a 11,4 miliardi di euro; per la pensione anticipata con prestito pensionistico circa 900 milioni di euro, per la staffetta generazione due miliardi.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il