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Pensioni Governo Renzi ultime notizie riforma nel DEF quota 100, assegno universale, mini pensione ricevono ennesimo stop

Nell’attesa che il nuovo Def 2015 arrivi a Bruxelles continuano incontri politici in Parlamento: novità e ultime notizie su pensioni




Nell’attesa che il nuovo Def 2015, documento di economia e finanza che prospetta gli interventi della prossima Manovra Finanziaria, arrivi a Bruxelles, si susseguono gli interventi in Parlamento delle varie forze politiche. Finora, però, i tecnici del Mef non hanno fatto accenno alla riforma pensioni, ribadendo l’intenzione di non voler intervenire sulla legge Fornero. La priorità sembrano essere altri interventi. I tecnici del Servizio Bilancio di Camera e Senato ritengono, infatti, che se lo Stato non attuerà le riforme concordate, ‘la deviazione temporanea dall'obiettivo di medio termine non sarebbe più garantita e la mancata attivazione della clausola sulle riforme comporterebbe la necessità di una correzione dell'indebitamento netto strutturale dello 0,5% (a fronte dello 0,1 previsto), riportando quindi il pareggio del bilancio strutturale al 2016’.

E’ previsto poi il piano di attuazione del Jobs act, dei Dlgs sulla semplificazione delle procedure e degli adempimenti e sull'Agenzia per l'attività ispettiva, dei Dlgs sugli ammortizzatori sociali e sulle politiche attive. Restano dunque fuori dalle discussioni ancora una volta le pensioni che, come riportano le ultime notizie, sono però al centro dei temi trattati da Confindustria che ha spiegato come gli interventi sulle pensioni potrebbero rappresentare concretamente quella spinta all’economia che l’Italia persegue. Tutto partirebbe dal nuovo impulso che si darebbe all’occupazione proprio attraverso quella maggiore flessibilità in uscita osteggiata da Mef e Ue.

Anche i sindacati parlano di necessità di interventi sulle pensioni, a partire dalla rivalutazione di quella promessa del premier Renzi di estensione del bonus di 80 euro anche per i pensionati, per i lavoratori autonomi e per gli incapienti, ancora non mantenuta. Per ridare slancio all’economia, serve infatti spingere anche i consumi e dare più soldi a queste categorie di persone significherebbe aprire a nuove possibilità di spesa.
 
E proprio quando si continua a dichiarare che non sono disponibili le risorse necessarie per i diversi interventi al vaglio, come per l’attuazione dei piani di uscita anticipata con quota 100, prestito pensionistico, sistema contributivo o staffetta generazionale, che poi tanti soldi non richiederebbero visto che prevedono penalizzazioni per i lavoratori, sembra certo, paradossalmente, l’assegno universale per gli over 55, misura che invece di soldi ne richiederebbe in quantità superiore.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il