Pensioni donne e uomini Governo Renzi: riforma novità per privati e conseguenze dopo legge pensioni per dipendenti province

La riforma pensioni passa anche dalle decisioni sul personale pubblico che potrà essere messo a riposo anche prima dei 62 anni.

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Novità in vista per la riforma pensioni Renzi. Stando alle ultime notizie che arrivano dal dipartimento della Funzione Pubblica, sarà possibile mandare in pensione i dipendenti pubblici prima dei 62 anni purché abbiano maturato i requisiti contributivi ovvero 42 anni e 6 mesi di contributi per gli uomini e 41 e 6 mesi per le donne che dal 2016 diventeranno 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne. Con questa decisione, che coinvolge gli uffici pubblici in tutti i livelli, da quell centrale a quello locale, si punta a perseguire lo scopo del ricambio generazionale fra giovani e anziani sul posto di lavoro.

Sulla questione dell'amministrazione pubblica è intervenuto anche Yoram Gutgeld, deputato del Partito Democratico, consigliere economico del premier Matteo Renzi e commissario per la spending review. A suo dire "non c'è un impegno, ma spero che i contratti si possano sbloccare. Non dimentichiamo che con la nuova legge ci sono due elementi nuovi. Prima chi aveva bisogno di personale poteva solo assumere, ma ora possiamo spostare il personale da altri uffici e lo stiamo già facendo dalle provincie ai tribunali. L'altra novità è l'uso delle tecnologie: oggi nelle strutture periferiche, le questure, le prefetture, i provveditorati, tutto è impostato sul modello napoleonico. Tutto è duplicato in ogni provincia, senza economie di scala".

Nel frattempo, dopo tre sperimentazioni, l'Inps ha deciso di rendere possibile sul proprio sito la simulazione di quanto si percepirà di pensione. Si potrà fare dal primo maggio. E si procederà per tappe. A maggio, si partirà con i possessori di PIN che hanno meno di 40 anni, a giugno con gli under 50 e a luglio con gli altri. Solo a fine 2016 il simulatore sarà accessibile da tutti gli iscritti Inps, circa 23 milioni e mezzo di lavoratori.

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di Marianna Quatraro pubblicato il
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