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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: DEF deludente e interlocutorio, tutto rimandato a Manovra Finanziaria

Oggi 23 aprile il Def in Aula per il voto ufficiale: ancora nulla sulla riforma pensioni e tutto potrebbe essere rimandato alla prossima Manovra Finanziaria: novità e ultime notizie




Approda oggi, giovedì 23 aprile, in Aula il nuovo Def per cui è atteso il voto sulle risoluzioni dopo aver ricevuto il voto favorevole della maggioranza parlamentare mentre FI, Sel, M5S. contraria invece la Lega. Il timore è che, come confermato dalle ultime notizie degli incontri precedenti sul Documento economico, non ci sia nulla sulla riforma pensioni e tutto venga nuovamente rimandato, alla prossima Manovra Finanziaria. Del resto, nei giorni precedenti è già emerso come il governo si sia concentrato su altri interventi ritenuti prioritari e probabilmente più urgenti rispetto alle continue richieste di modifica delle pensioni. Si è fatto riferimento a Jobs Act, ammortizzatori sociali e politiche attive e welfare e nulla sulla previdenza.

Eppure ieri la Commissione Lavoro ha dato il via libera alla relazione dell’onorevole Fontana che chiede, tra le altre misure sugli ammortizzatori sociali, una salvaguardia per coloro che si ritrovano senza reddito a causa dell’aumento dell’età pensionabile, attraverso una maggiore flessibilità in uscita. Molto, ancora una volta, dipenderà dalla disponibilità delle risorse economiche necessarie che, come sempre, sono decisamente esigue. Incerte anche quelle annunciate con il nuovo Def. Sembra, infatti, che il governo potrebbe non avere subito a disposizione per 3-4 miliardi di risparmi dei 10 indicati per la revisione della spesa nel 2016, il che significherebbe maggiori difficoltà nell’attuare quegli interventi previsti per diminuire le tasse.

Tra i rischi, quello di un aumento della benzina il prossimo giugno, che sarebbe capace di assicurare all'Erario un gettito di 1,716 miliardi e se non si dovessero trovare altre misure, sempre a fine giugno, potrebbe scattare la clausola di salvaguardia contenuta nella Legge di Stabilità. Ma per quanto riguarda la questione pensioni, c’è ancora da sottolineare che per mettere in pratica interventi flessibili più che le risorse interessa capire quanto sia effettivamente concreta la volontà del governo di agirvi, visto che si tratterebbe di piani che potrebbero autofinanziarsi, considerando che ogni meccanismo di uscita anticipata proposto, da uscita a quota 100, o con prestito pensionistico o mini pensioni, con staffetta generazionale e part time, o con sistema contributivo per tutti, prevede penalizzazioni a carico del lavoratore.

L’impiego di soldi, dunque, sarebbe marginale, senza considerare che prima di passare alla loro attuazione, potrebbero essere messi in pratica quei tagli, a baby pensioni, pensioni di invalidità, reversibilità, guerra, cumulo, che consentirebbero di accumulare nuovi risparmi da reimpiegare in ulteriori interventi pensionistici. Resta però da considerare l’ostacolo Ue che, particolarmente attenta ai conti pubblici, continua ad essere contraria a interventi sulle pensioni proprio per il rischio che eventuali modifiche possano intaccare i conti.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il