Unione Europea: in calo ancora la fiducia consumatori, stabile l'inflazione

L'Antitrust europeo all'attacco di banche e grandi società internazionali di carte di credito



L'Antitrust europeo all'attacco di banche e grandi societa' internazionali di carte di credito. Il Garante comunitario bacchetta pesantemente Visa e Mastercard, ma anche il sistema bancario di alcuni paesi come Germania, Francia, Italia e Spagna. L'accusa e' quella di imporre commissioni troppo alte, praticare comportamenti anticoncorrenziali e di evitare la concorrenza internazionale.

Il rapporto sul settore delle banche al dettaglio avviata nel giugno del 2005 dall numero uno dell'Antitrust, Neelie Kroes evidenzia che "per accettare la stessa carta di credito, un commerciante puo' pagare una cifra di quattro volte superiore a quella pagata in altri paesi europei". Sulle carte di pagamento transfrontaliere denuncia "l'esistenza di un duopolio di fatto". "Noi sappiamo che in Belgio - spiega la commissaria, a titolo di esempio - il passaggio da Bancomat a Maestro comportera' un aumento dei prezzi e seguiamo attentamente".

In generale i costi sono spesso molto alti, ed "a pagare le spese e' in definitiva il consumatore - avverte la Kroes - perche' il commerciante ripercuote i costi delle carte di pagamento sui prezzi al dettaglio, quindi su tutti i consumatori, che utilizzino le carte o paghino in contanti". ''L'indagine - ha dichiarato la Commissaria Kroes - ha riscontrato diffuse barriere alla concorrenza che aumentano inutilmente i costi dei servizi nel settore bancario al dettaglio per le imprese ed i consumatori europei". Secondo Bruxelles, "a testimoniarlo sono alcuni indizi, come i notevoli divari tra i costi che devono pagare i commercianti e le commissioni interbancarie prelevate sulle carte di pagamento, gli ostacoli all'ingresso sui mercati dei sistemi di pagamento e dei registri di credito, gli ostacoli alla mobilita' della clientela e le vendite legati a prodotti" .

Per questo, "la Commissione applichera' appieno i suoi poteri nell'ambito della legislazione sulla concorrenza per far fronte a queste barriere, nel mercato delle carte di pagamento e altrove, quando risultano da comportamenti anticompetitivi''.

Ad esempio quando un cliente che accende un prestito è costretto ad acquistare in aggiunta un'assicurazione o ad aprire un conto corrente, sono una pratica molto diffusa nella maggior parte degli Stati membri. Questo potrebbe ridurre la scelta dei clienti ed aumentare il potere delle banche di influenzare i prezzi sul mercato e gli ostacoli alla mobilità dei clienti nelle attività bancarie - in particolare le difficoltà per cambiare conto corrente - sono elevate. Il fatto che un numero esiguo di consumatori cambi banca mostra - secondo la Commissione - che alcuni istituti creano barrriere artificiali che aumentano i costi di chiusura dei conti e riducono la concorrenza".

La Commissione non sostiene che le commissioni interbancarie debbano essere pari a zero; ma alcuni elemneti sarbbero migliorabili. Ad esempio la pratica delle banche affilianti di applicare agli esercenti le stesse commissioni per l'accettazione di carte emesse da reti diverse (il cosiddetto "blending") e il divieto di applicare un sovrapprezzo in caso di pagamento mediante carta ("surcharging") e standard tecnici divergenti nell'UE impediscono a molti fornitori di servizi di operare efficientemente su scala paneuropea.

Il settore bancario europeo - con il pieno appoggio della Commissione e della Banca centrale europea - sta operando per costituire un'area unica di pagamento in euro (SEPA) onde migliorare l'efficienza e diminuire i costi dei pagamenti al dettaglio. L'indagine di settore ha evidenziato diverse barriere di mercato che dovrebbero essere affrontate nel contesto SEPA.

Dopo la pubblicazione della relazione provvisoria sulle carte di pagamento ed i sistemi di pagamento, la Commissione ha incontrato le banche di vari Stati membri per discutere gli ambiti nei quali l'autoregolamentazione potrebbe risolvere i problemi in materia di concorrenza. Questo sistema sta dando risultati promettenti. Buoni esempi in materia sono l'Austria, la Finlandia ed il Portogallo, dove gli operatori del mercato hanno compiuto i primi passi per ovviare alle riserve espresse dalla Commissione.

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il