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Pensioni donne, vecchiaia, uomini riforma Governo Renzi: novitò nuovo impulso quota 100, mini pensione con legge uscita 60 anni

Novità e ultime notizie sulla riforma pensioni passano anche dalla ripresa del dibattito politico e giudiziario sul contributivo donna.




Torna d'attualità il disegno di legge in materia di accesso delle lavoratrici alla pensione di vecchiaia e di concessione dei contributi previdenziali figurativi per il riconoscimento dei lavori di cura familiare. La proposta prevede condizioni più favorevoli per il congedo dal lavoro rispetto a quelle stabilite dalla legge Fornero. Si tratta di una strada che potrebbe essere percorsa, in parallelo a quella giudiziaria, relativa al contributivo donna, che è stata già avviata.

La proposta legislativa prevede anche alle madri o ai padri, in caso di totale assenza del coniuge, il riconoscimento di due anni di contribuzione figurativa per ogni figlio naturale o adottivo; tre anni in caso di disabilità grave. E ancora: l'anticipo dell'età di accesso alla pensione di vecchiaia di due anni per ogni figlio naturale o adottivo fino a un massimo di cinque anni di anticipo, ferma restando l'età minima di 60 anni. Infine, l'anticipo dell'età di accesso alla pensione di vecchiaia di tre anni per ogni figlio naturale o adottivo con disabilità grave, fino a un massimo di sei anni, ferma restando l'età minima di 59 anni.

Il presupposto iniziale della proposta di legge è l'analisi dell'Istat e dell'Inps, risalenti al 2011, sulle differenze di genere tra i pensionati italiani. Oltre la metà delle donne risulta percepire meno di 1.000 euro al mese di pensione contro un terzo degli uomini. Di più: 204.000 donne sono titolari di assegni superiori a 3.000 euro mensili, rispetto agli oltre 650.000 uomini e 7,4 milioni di pensionati non arrivano a 1.000 euro al mese. Le disuguaglianze più marcate si registrano nelle regioni del nord. E ovviamente non si può fare a meno di notare che a a differenza degli uomini, sono molte di più le donne che arrivano alla pensione di vecchiaia per la scarsità di contributi accumulati nel corso degli anni e sono poche le donne che maturano i requisiti per l'accesso al pensionamento per anzianità contributiva.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il