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Pensioni Governo Renzi ultime notizie: riforma scontro quota 100, mini pensione, contributivo una guerra poveri e ricca falsa

Le ultime notizie sulla riforma pensioni rivelano come il nodo del cambiamento non sia solo di tipo economico. Quali novità attendersi?




Parte del dibattito sulla riforma pensioni sembra sviare dal vero problema ovvero quello di creare un sistema che sia accettabile dal punto di vista sociale, senza intaccare in maniera spropositata i conti pubblici. Tra le proposte avanzate c'è quella del ricalcolo di tutti gli assegni previdenziale con il sistema contributivo. Una misura di questo tipo consentirebbe di rendere più flessibile il sistema delle pensioni poiché i lavoratori rinuncerebbero a una parte dell'importo in cambio dell'uscita anticipata. Per lo Stato si tratterebbe di un bel risparmio di spesa che potrebbe essere investito per introdurre altri cambiamenti, come l'applicazione della cosiddetta quota 100 o il prestito previdenziale.

Nel primo caso si tratta della somma di età anagrafica e anni di contribuzione da raggiungere per congedarsi dal lavoro. Nel secondo della somma da concedere a chi, over 55 e senza occupazione, non ha ancora maturato i requisiti per andare in pensione. Ma siamo sicuri che il nodo della questione sia solo ed esclusivamente di tipo economico? Molte di queste misure, infatti hanno un costo limitato per lo Stato e in ogni caso si legherebbero anche a quelle sul lavoro, tendenti a favorire il ricambio generazionale. Stessa situazione per l'applicazione di un nuovo contributo di solidarietà per gli assegni più "pesanti": la riforma pensioni non può passare da questo cambiamento.

Nel caso delle pensioni contributive, i domanda Cesare Damiano, presidente della Commissione Lavoro della Camera dei deputati, "perché non riconsiderare la questione dell'età minima quale utile strumento di spinta all'uscita dal lavoro dipendente verso nuove attività e di sostituzione tra generazioni?". Di fatto, argomenta, "la lotta alla pensione di anzianità non si giustifica più in un pieno e coerente sistema contributivo. Quanto è stato accumulato dal singolo correttamente deve essere tradotto in quanto spettante, poco o tanto che sia, soltanto in relazione all'età raggiunta e a un minimo di anzianità accumulata".

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il