Pensioni donne, anzianità, uomini riforma Governo Renzi: novità quota 100, contributivo ostacolate seppur diverse leggi proseguono

Riforma della pubblica amministrazione e riforma pensioni: i percorsi seguiti non sono sempre paralleli. Le ultime notizie.

Pensioni donne, anzianità, uomini riform


Per cercare novità sulla riforma pensioni Renzi occorre guardare al comparto pubblico. Il dipartimento della Funzione Pubblica precisa che le porte delle pensione potranno essere aperte per tutti i dipendenti delle amministrazioni, centrale e locali, prima dei 62 anni purché abbiano siano stati maturati i requisiti contributivi pari a 42 anni e 6 mesi di contributi per gli uomini e 41 e 6 mesi per le donne che, per effetto della legge Fornero, dal 2016 diventeranno 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne. Diversa è la situazione nel comparto privato, ancora alle prese con la discussione preliminare sulle misure da introdurre, come la cosiddetta quota 100 e l'estensione a tutti i lavoratori del metodo contributivo per il calcolo dell'assegno contributivo.

Fino a che punto le novità sulla riforma della pubblica amministrazione influenzerà la riforma pensioni? Il dibattito è aperto. Dati alla mano, sono previsti quasi 10.000 trasferimenti in più in un anno: i dipendenti pubblici interessati da operazioni di mobilità sono passati dai 34.571 del 2012 ai 43.967 del 2013. È quanto emerge dall'ultimo aggiornamento dell'Aran, l'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni. L'incremento risente degli accorpamenti relativi agli enti previdenziali, con la formazione del Super Inps, e alle agenzie fiscali, con l'agenzia del Territorio inglobata dall'Entrate. Restano invece pressoché invariate le altre voci della mobilità, in particolare quella extracomparto, che determina un cambio di amministrazione, rimane limitata a poche migliaia di unità.

Stabile anche la mobilità temporanea, che coincide con trasferimenti circoscritti a un determinato periodo (12.422). Ecco che a innescare l'aumento sono stati solo i passaggi all'interno dello stesso settore, saliti da oltre 19.762 a 29.822. Dietro l'aumento, spiega la stessa Aran, c'è la conclusione, avvenuta proprio nel 2013, dell'Inpdap e dell'Enpals nell'Inps, secondo quanto previsto dal decreto Salva Italia.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il