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Pensioni donne, vecchiaia, uomini Governo Renzi: riforma novità della settimana

Dopo un’altra settimana di nuove proposte, discussioni e annunci relative alla riforma pensioni, tutto è ancora molto vago e confuso: le novità e ultime notizie




Dopo un’altra settimana di nuove proposte, discussioni e annunci relative alla riforma pensioni, tutto è ancora  molto vago e confuso. Nonostante l’intenzione di partiti politici di agire sulle pensioni con modifiche per rendere il sistema previdenziale più flessibile per tutti permangono ancora gli ostacoli di Ue e Mef contrari a interventi pensionistici perché più attenti alla tenuta dei conti pubblici. Eppure, come sostenuto da tanti, applicare sistemi di uscita anticipata permetterebbe di dare slancio proprio all’economia, attraverso la spinta all’occupazione.

Meccanismi di uscita a quota 100, mini pensione o prestito pensioni sto, staffetta generazionale o part time sarebbero utili per permettere uscite flessibili da una parte ma anche per rilanciare il mercato del lavoro visto che a fronte di prepensionamenti si permetterebbe l’assunzione di nuovi giovani per i posti lasciati liberi dai lavoratori più anziani. Del resto, ogni sistema prevede penalizzazioni per i lavoratori per cui non richiederebbe ulteriori risorse allo Stato, senza considerare che prima si potrebbe pensare a quegli interventi negativi, di tagli a baby pensioni, pensioni di invalidità, guerra, cumulo, reversibilità, guerra, che permetterebbero di accumulare nuovi risparmi da reimpiegare in ulteriori interventi.

Occhi puntati, intanto, sugli appuntamenti della prossima settimana che serviranno per capire, anche se in minima parte, come proseguire sulla strada di cambiamenti per le pensioni, dall’arrivo in Aula dell’Italicum, importante per comprendere ruolo di minoranze e opposizione, alla riforma della P.A. che prevede già primi interventi concreti sulle pensioni, dal decreto per il prepensionamento dei dipendenti pubblici in esubero delle Province, al provvedimento di pensionamento per dipendenti della P.A. anche senza aver raggiunto i 62 anni di età e senza penalizzazioni, fino al 2017, purchè abbiano raggiunto i contributi richiesti.

Sono provvedimenti che fanno ben sperare anche i lavoratori privati, considerando che potrebbero aprire la strada anche all’approvazione dei sistemi di uscita anticipata per tutti, in modo da evitare discriminazioni. Novità della settimana la proposta di uscita anticipata per le donne a 60 anni, con possibilità di sommare tutti i contributi versati, compresi quelli versati durante la propria carriera lavorativa durante ‘la maternità e nei lavori di cura che si sono caricate e probabilmente si dovranno caricare ancora’, novità arrivata mentre ancora si attende la proroga ufficiale dal governo sulla pensione contributivo donna a fine anno.

Nessuna novità interessante e positiva sulle pensioni contenute nel nuovo Def, in cui non si fa alcun riferimento alle pensioni, facendo prevedere che tutto possa essere rinviato alla prossima Legge di Stabilità, come già annunciato qualche settimana fa già dal ministro del Lavoro Poletti. Il mese di maggio, infine, potrebbe essere la prova del nove per capire se il piano di intervento, già avviato, dal presidente dell’Inps Boeri continuerà, con il via ufficiale alla busta arancione e al piano di pagamento delle pensioni ogni primo giorno del mese.  

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il