BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi: Parente, sindacati, Madia, Taddei, Boeri, Poletti, Palmieri affermazioni

Nuove dichiarazioni su pensioni e possibilità di intervento per modificare legge Fornero: novità e ultime notizie su cosa si potrebbe fare




Non si placa il dibattito politico su questione previdenziale e riforma pensioni e, anzi, nel corso delle settimane si arricchisce di nuovi interventi. Ognuno, infatti, tra esponenti di forze politiche e sociali ha una ben precisa intenzione e tra le novità e ultime notizie la conferma da parte del ministro della P.A. Marianna Madia, della possibilità di prepensionamento per i dipendenti pubblici anche prima dei 62 anni di età e senza penalizzazioni, fino al 2017, purchè abbiano maturato i requisiti contributivi necessari. La misura, attuata per effetto della norma della Legge di Stabilità che cancella le penalizzazioni previste dalla legge Fornero fino al 2017 per chi va in pensione prima, si pone l’obiettivo di svecchiare quella pubblica amministrazione italiana che più volte è stata additata come troppo vecchia, favorendo al contempo l’ingresso di nuovi giovani nel mondo del lavoro, sostenendo così il rilancio dell’occupazione.

Per la pensione nel 2015 servono 42 anni e 6 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 6 mesi per le donne, mentre per il triennio 2016-2018 saliranno a 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne. La stessa Madia ha, inoltre, annunciato che si sta predisponendo predisposizione il decreto ministeriale con i criteri per la ricollocazione del personale delle province che sarà interessato dal processo di mobilità. Se la Madia sostiene, dunque, il prepensionamento, dalla parte del contributo di solidarietà sulle pensioni al di sopra dei 3mila euro netti è la senatrice del Pd Parente. Appoggia, dunque, il piano proposto dal presidente dell’Inps Boeri, secondo cui le pensioni più ricche andrebbero sottoposte a prelievo fiscale per aiutare gli over 55 anni rimaste senza un lavoro.

Insieme al prelievo sulle pensioni più ricche per sostenere esodati e coloro che si ritrovano in condizioni di maggiore difficoltà, sarebbe anche arrivato il momento di definire effettivamente quanti sono i lavoratori con i cosiddetti contributi silenti, lavoratori che hanno versato contributi alle casse dell'Inps per anni senza maturare il requisito contributivo per accedere ad una pensione di vecchiaia, almeno 20 anni. Considerando che ad oggi si sa che si tratta di decine di migliaia di lavoratori ma non se ne conosce la reale entità, è stato chiesto al governo di definire tale situazione.

Bruno Palmieri, esperto previdenziale del Patronato Inca, ha spiegato che sono tantissime le persone che si trovano in questa condizione, soprattutto donne che hanno trascorso un'attività lavorativa frammentata e ha precisato che il problema dei contributi silenti “è stato solo parzialmente affrontato per chi è entrato nel mondo del lavoro dal 1996 ed ha quindi una pensione calcolata con il metodo contributivo. In tal caso la legge consente, se non si raggiunge il requisito minimo dei 20 anni o se la stessa non superi 1,5 volte l'importo dell'assegno sociale, di ottenere la prestazione di vecchiaia a 70 anni con almeno 5 anni di contributi ma nulla è stato previsto in favore di chi ha una pensione calcolata con il sistema misto sino al 2011”.

Punta, invece, sull’uso delle risorse reperite nel cosiddetto tesoretto da 1,6 miliardi di euro il responsabile economico del Pd Filippo Taddei, che, a suo parere, dovrebbe essere impiegato nel welfare, magari per rafforzare la dotazione del nuovo ammortizzatore sociale Asdi, per progetti di integrazione tra istruzione e lavoro, o interventi straordinari di manutenzione delle opere pubbliche. In riferimento particolare all’Asdi, si tratterebbe di un progetto che potrebbe sostenere anche i potenziali esodati, lavoratori in età avanzata che perdono il posto e, finiti gli ammortizzatori, rischiano di rimanere senza stipendio e senza pensione perché ancora non hanno raggiunto i requisiti pensionistici imposti dalla legge Fornero, per cui allungare la durata dell’Asdi potrebbe essere una prima soluzione.

Difficile invece pensare, secondo Taddei, a forme di maggiore flessibilità in uscita anche a fronte di pensioni più leggere, come vuole il presidente Boeri, perché richiederebbe un lungo percorso volto innanzitutto a convincere l’Ue, contraria oggi a questo piano. Estensione del bonus di 80 euro anche ai pensionati e abbassare l’età pensionabile  per gli over 55, a partire dai lavori usuranti: queste le proposte arrivate dal segretario confederale della Uil, Guglielmo Loy, e da Maurizio Landini, segretario generale della Fiom.

Per quanto riguarda Poletti e Boeri, ma anche altri esponenti politici importanti abbiamo riportato i loro interventi di questa settimana in questo articolo, mentre in questa news una importante appertura appena arrivata ancora una volta da Boeri e Poletti.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il