BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie per questa settimana

Tanti annunci e dichiarazioni farebbero pensare a imminenti novità sulla riforma pensioni ma ancora problemi e ostacoli. Le ultime notizie della settimana




Si è chiusa un’altra settimana ricca di incontri e discussioni sulla riforma pensioni, tra annunci e nuove dichiarazioni che, pur lasciando intravedere concrete possibilità di cambiamento, sono ancora ben lontane dall’essere realizzate. Si susseguono infatti proposte di modifica e novità ben definite e che potrebbero trasformarsi in realtà se non esistessero ostacoli, da tempo ribaditi, alla loro attuazione, da Mef e Ue che, particolarmente attente ai conti pubblici, non sono favorevoli a interventi sulle pensioni. Ciò significa che bisognerebbe placare l’euforia di tutti quegli annunci positivi che lascerebbero intravedere cambiamenti immediati e di prendere con le pinze anche le dichiarazioni del ministro del Lavoro che ha parlato di possibili novità pensioni nella prossima Manovra Finanziaria.  

Mentre in tanti, infatti, continuano a ribadire che permettere maggiore flessibilità in uscita per tutti sarebbe vantaggioso sia in termini occupazionali che in termini di risparmi, e al vaglio del governo vi sarebbero interventi ben definiti che pur prevedendo la possibilità di prepensionamento non impiegherebbero risorse ulteriori perché contemplano penalizzazioni a carico del lavoratore che decide di andare in pensione prima, per cui eventuali soldi in più sarebbero solo un anticipo dello Stato che però verrebbe restituito.

Senza considerare anche quel piano di tagli di cui ormai si parla da tanto e che toccherebbe pensioni di invalidità, reversibilità, di guerra, cumulo, da cui si ricaverebbero nuove risorse. La prossima settimana sono comunque in programma nuovi appuntamenti da cui potrebbero derivare indicazioni, seppur minime, su come potranno andare le cose per le pensioni, a partire dall’arrivo dell’Italicum in Aula, occasione in cui si capirà il ruolo di tutto le forze politiche, minoranze comprese, e della volontà del premier Renzi che, come già accaduto, potrebbe decidere di andare avanti da solo.

Nuovi appuntamenti anche con la riforma della Pubblica Amministrazione che qualche atto concreto sulle pensioni degli statali lo ha già definito. Stiamo parlando della possibilità per gli statali di andare in pensione anche prima dei 62 anni e senza subire penalizzazioni sulla pensione finale purchè si siano maturati i requisiti contributivi necessari, che per il 2015 sono di 42 anni e 6 mesi per gli uomini e di 41 anni e 6 mesi per le donne, mentre per il triennio 2016-2018 saranno di 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne. Via libera anche al decreto per il prepensionamento dei dipendenti pubblici in esubero delle Province.

Si tratta di due provvedimenti distinti che lasciano l’amaro in bocca ai lavoratori privati, da una parte, ma che dall’altra, danno speranza perché si è sempre detto che eventuali provvedimenti pensionistici per gli statali avrebbero potuto essere allargati anche ai privati e queste novità potrebbero aprire la strada anche ai piani di uscita anticipata con quota 100, mini pensione, staffetta generazionale e part time, sistema contributivo per tutti.

Altra novità concreta riguarda le pensioni contributivo donna e la proposta di una nuova legge per contributivo donna che, se dovesse passare, potrebbe avere conseguenze importanti per tutti. La novità chiede la possibilità di pensione anticipata a 60 anni per le donne lavoratrici, che hanno la possibilità di sommare tutti i contributi versati durante la propria carriera lavorativa anche durante ‘la maternità e nei lavori di cura che si sono caricate e probabilmente si dovranno caricare ancora’.

Il paradosso, però, è che mentre è stata avanzata questa nuova proposta, si attendono ancora conferme ufficiali dal governo sulla proroga delle pensioni contributivo donna fino al 31 gennaio nonostante il ministro Poletti abbia dichiarato la possibilità di inoltrare le domande all’Inps, che però resteranno in stand by fino a quando l’esecutivo non si pronuncerà. Ed è infatti già partita una class action del Comitato Opzione Donna proprio per chiedere al governo soluzioni immediate.

Altro atto concreto che, però, prospetta una situazione negativa, è che le discussioni sul Def in Parlamento non hanno assolutamente fatto accenno alla riforma pensioni, preferendo focalizzarsi su interventi prioritari e più importanti, nonostante partiti politici, sindacati e Confindustria continuino a ribadire la necessità di intervenire sulle pensioni proprio per dare nuovo slancio all’occupazione e all’economia in generale, all’inseguimento di quella crescita del Paese che è obiettivo comune. E così per quanto riguarda le pensioni, tutto sembra nuovamente rimandato alla prossima Manovra Finanziaria.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il