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Pensioni vecchiaia, donne, anzianità riforma Governo Renzi: novità della settimana

Dopo un’altra settimana di discussioni, annunci e novità ancora nulla di concrete per le modifiche alla riforma pensioni: le ultime notizie e situazione




Orma quasi alla fine di aprile, siamo al termine dell’ennesima settimana in cui, mentre si è andati avanti con le discussioni sulle riforme strutturali del governo Renzi, si sono susseguiti tanti nuovi annunci, dichiarazioni, proposte di novità e modifiche da attuare alla riforma pensioni attuale senza però arrivare ancora a definire nulla di concreto. O meglio, le definizioni concrete dei piani di interventi pensionistici ci sarebbero ma mancano i soldi, manca l’appoggio dell’Ue, manca anche l’appoggio del Mef, e manca forse ancora il coraggio all’esecutivo di intervenire con modifiche ad una legge pensionistica capace di assicurare 80 miliardi di risparmi fino al 2021. Una cifra decisamente importante, come più volte sottolineato, per rinunciarci.

Ma i tempi sono cambiati rispetto ai tre anni in cui è stata formulata la legge del governo Monti ed oggi, insieme al problema delle risorse economiche necessarie da recuperare, le ultime notizie confermano anche una situazione occupazionale in Italia da risollevare. E quale migliore sistema se non farlo concedendo anche prepensionamenti ai lavoratori più anziani? Nonostante, infatti, la principale preoccupazione dell’Ue siano i conti pubblici, i piani di uscita anticipata al vaglio del governo non richiederebbero soldi, perché tutti a fronte di penalizzazioni dei lavoratori e soprattutto perché si potrebbero attuare prima tagli e revisioni a baby pensioni, pensioni di invalidità, reversibilità, guerra, cumulo, che garantirebbero nuove risorse da reimpiegare.

Si attendo ora gli appuntamenti della prossima settimana per capire, seppur indirettamente, come si potrebbe agire sulle pensioni, dall’arrivo in Aula dell’Italicum in cui si capirà peso di forze politiche e minoranze e ruolo che il premier Renzi vuole giocare, convinto anche in questo caso ad andare avanti da solo, il che significherebbe che anche sulle pensioni potrebbe essere così. Ma tornano anche gli appuntamenti con la riforma della P.A. che già contiene i primi atti concreti sulle pensioni, due in particolare, il decreto per il prepensionamento dei dipendenti pubblici in esubero delle Province e il provvedimento di pensionamento anche senza aver raggiunto i 62 anni di età e senza penalizzazioni purchè abbiano raggiunto i contributi richiesti, fino al 2017.

E si tratta di novità che, se da una parte deludono i lavoratori privati, dall’altra certamente aprono nuove speranze alla possibilità di discussione per una reale approvazione dei piani di uscita anticipata con quota 100, mini pensione, staffetta generazionale e part time, sistema contributivo per tutti. Altro atto concreto la nuova proposta di uscita anticipata per le donne a 60 anni, con possibilità di somma di tutti i contributi versati, compresi quelli versati durante la propria carriera lavorativa anche durante ‘la maternità e nei lavori di cura che si sono caricate e probabilmente si dovranno caricare ancora’.

Si tratta di una proposta che arriva proprio mentre il ministro Poletti ha confermato la possibilità di presentare le domande di uscita con contributivo donna all’Inps, domande che però resteranno in stand by fino a quando il governo non avrà dato risposte ufficiali sulla proroga dell’opzione al 31 gennaio 2015. E a questo paradosso, si aggiungono le prospettive, al momento negative, sulle pensioni, contenute nel nuovo Def. Nulla infatti appare in riferimento alle pensioni, per cui tutto sarà rimandato alla prossima Manovra di Stabilità, come annunciato del resto qualche settimana fa già dal ministro Poletti.

Il presidente dell’Inps Boeri ha intanto annunciato che dal prossimo maggio arriverà la usta arancione e che potrebbero cambiare i tempi di erogazione delle pensioni, che probabilmente saranno pagate ogni primo giorno del mese. Si tratta di annunci che se dovessero diventare reali mostrerebbero chiaramente l’intenzione del governo di iniziare ad agire sulle pensioni, visto che serve la sua approvazione, e che i piani di Boeri pian piano vengono tutti messi in pratica.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il