Fiat: il 2007 sarà l'anno della svolta

Anche il mercato gli dice Bravo. Oggi la Fiat guadagna in borsa quasi un punto e mezzo percentuale e sfiora i 17 euro per azione



Anche il mercato gli dice Bravo. Oggi la Fiat guadagna in borsa quasi un punto e mezzo percentuale e sfiora i 17 euro per azione. Ieri l’ad Sergio Marchionne aveva presentato al mercato la nuova Bravo annunciando «Il 2007 è l’anno della svolta per il gruppo Fiat, e la Bravo è il simbolo del cambiamento». Un nuovo modello, insomma, su cui il Lingotto punta il tutto per tutto. L’obiettivo è quello di recuperare terreno nel trascurato e lucroso segmento C e la Bravo dovrebbe essere il grimaldello con cui forzare questa porta rimasta per troppo tempo chiusa. Un’attenzione particolare è rivolta al mercato tedesco dove la Bravo sfiderà la Golf anche grazie ad un nuova offerta del tipo “soddisfatti o rimborsati” che permetterà ai clienti di questo mercato di restituire entro tre mesi la vettura pagando solo l’uso chilometrico nel caso non fossero soddisfati dell’acquisto. La produzione della Bravo sarà di 120mila vetture l’anno destinate ad essere commercializzate già a partire dal 2007 in 55 Paesi nel mondo.

Alla spumeggiante presentazione c'erano tutti (Prodi ha parlato di "resurrezione" per la Fiat) e si parlato anche di obiettivi globali e di strategie del gruppo. Marchionne ha annunciato entro giugno un nuovo accordo industriale, ha detto che quest’anno saranno lanciati sul mercato 11 nuovi modelli che diventeranno 46 nel 2010. Un altro target è quello di raggiungere i 2,2 milioni di auto vendute nel 2007 e i 2,8 milioni nel 2010. Alcune delicate questioni rimangono però sul tavolo e ieri lo stesso Marchionne ne ha parlato a lungo con Prodi.

Il problema è quello della "mobilità lunga" che secondo l’ad di Fiat ostacola le assunzioni a cui il Lingotto mira, tuttavia i sindacati hanno storto il naso di fronte alla possibilità di fare concessioni in tal senso, mentre l’ex ministro Maroni ha levato gli scudi dicendo che non è possibile procedere come vorrebbe Fiat: "Sarebbe andare contro la legge Biagi".

A livello internazionale oggi è da registrare una novità. Il quotidiano China Daily sostiene che sarebbero in corso trattative della casa italiana dell’automobile con il gruppo locale Chery Automobiles per un approfondimento della collaborazione fra i due. Fiat produce già i motori per la Chery, ma sarebbe insoddisfatta dei risultati dell’accordo che a Pechino ha già siglato con Nanjing Automobile. La nuova compagna di viaggio avrebbe però già dichiarato l’intenzione di mantenere il marchio Chery sul mercato.

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il