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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: mini pensione, quota 100, assegno universale da ultimi studi con urgenza confermati

Cambiare la riforma pensioni attuale è una necessità confermata anche da diversi studi e non solo: la situazione attuale e ultime notizie




Cambiare la riforma pensioni attuale rendendola più flessibile e l’obiettivo che il governo sembra essersi posto ormai da tanto. Mancano però soluzioni concrete e sono tanti gli ostacoli ancora da superare, a partire da Mef e Ue, che particolarmente attenti ai conti pubblici non ritengono siano ancora maturi i tempi in Italia per abbassare l’età pensionabile, preferendo lasciare la legge Fornero ancora così com’è. Ma le novità e ultime notizie, sostenute e confermate da dati recenti, ribadiscono la necessità e l’urgenza di intervenire sulle pensioni e soprattutto di mettere finalmente in pratica i piani di uscita anticipata.

Si parta, innanzitutto, dagli ultimi numeri sulla disoccupazione italiana che, dopo una lieve crescita nei mesi di dicembre 2014 e gennaio, è tornata a crescere lo scorso mese di marzo. Sembra esserci stata una timore ripresa per marzo ma è ancora alto il tasso di disoccupazione soprattutto giovanile, grande problema che si potrebbe iniziare a risolvere proprio permettendo la possibilità ai lavoratori più anziani di andare in pensione prima, con quota 100, o prestito pensionistico o mini pensione, o con staffetta generazionale e part time in modo da permettere la creazione di nuovi posti di lavoro per le assunzioni dei più giovani.

Luigino Bruni, professore di Economia politica all’Università di Milano-Bicocca, ha però spiegato che la soluzione non è però la pensione anticipata ma il part-time dopo i 55 anni, che porterebbe al turn over lavorativo permettendo un ricambio nei posti di lavoro. E’ necessario però agire anche sugli stipendi attuali, sulla stabilizzazione dei precari soprattutto giovani, sul sistema di calcolo dei contributi per garantire buone pensioni futuro  visto che gli ultimi studi non prospettano poi una situazione così florida.

Secondo gli ultimi dati del Censis, a causa del nuovo sistema contributivo, infatti, circa il 65% dei giovani occupati dipendenti che oggi hanno tra i 25 e i 34 anni avrà una pensione sotto i mille euro e si tratta di una stima ottimistica, considerando che riguarda i 3,4 milioni di giovani che oggi sono ben inseriti nel mercato del lavoro, con contratti standard. Ci sono, infatti, 890.000 giovani tra 25 e i 34 anni con contratti di collaborazione o lavoratori autonomi, e poi ci quasi 2,3 milioni di Neet, che non studiano nè lavorano e che, secondo il Censis, saranno gli anziani poveri di domani.

Negativo anche il futuro dei dipendenti pubblici che, a causa del buco miliardario dell’Inps, rischiano di non percepire la pensione se non si interviene attualmente con forme di sostegno all’occupazione giovanile o piani di accumulo di nuovi risparmi da poter reinvestire in ulteriori interventi pensionistici. La necessità, sostenuta questa volta anche dall'Ue, è quella di dare il via anche in Italia all'assegno universale, già esistente in altri Paesi europei, forma di tutela a chi rischia di ritrovarsi in gravi difficoltà.
 

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il