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Pensioni donne, anzianità, uomini riforma Governo Renzi: novità ennesime proposte aggiunte a quota 100, mini pensioni, prestito

La riforma pensioni Renzi non ha ancora assunto una sua fisionomia definitiva. Sono tante le proposta avanzate in questi mesi.




Nel puzzle della riforma pensioni si aggiungono le novità e le ultime notizie di due nuove proposte di cambiamento della legge Fornero. C'è quella di Cesre Damiano, presidente della commissione Lavoro della Camera dei deputati, secondo cui è possibile il congedo con 41 anni di contributi senza tenere conto dell'età anagrafica. A suo dire si tratta dai "una misura particolarmente importante per i lavoratori precoci, cioè coloro che hanno iniziato a lavorare molto giovani e che la Riforma Fornero non ha tenuto in debita considerazione". E poi c'è quella di Giuseppe Pennisi, consigliere del Cnel, che ridurrebbe a 55 anni di età e 15 anni di contributi i requisiti minimi per beneficiare di un primo sostegno al reddito.

Altre soluzioni sul piatto della bilancia economica sono il prestito previdenziale per consentire agli over 55 senza lavoro di andare in pensione con un aiuto economico da restituire integralmente in piccole rate, l'apertura delle porte del congedo a 62 anni di età con 35 anni di contributi versati, sulla base di una tabella di incentivi e penalizzazioni, l'introduzione di quota 100 come somma di età anagrafica e anni di contribuzione, il calcolo dell'assegno per tutti con il metodo contributivo.

Strettamente legate alla questione delle pensioni c'è quella del Jobs Act, soprattutto nell'ottica del ricambio generazionale. La riforma del lavoro è partita a dicembre con l'approvazione della legge 183 del 2014 che contiene le deleghe al governo in materia di riforma degli ammortizzatori, dei servizi al lavoro e delle politiche attive nonché in materia di riordino della disciplina dei rapporti di lavoro e dell'attività ispettiva e di conciliazione vita-lavoro. In tutto i decreti legislativi potrebbero arrivare a otto.

I primi due sono già in vigore: quello sul contratto a tutele crescenti, cioè il tempo indeterminato ma senza articolo 18, e quello sulla Naspi, cioè la nuova versione dell'assegno di disoccupazione. Altri due sono passati in Consiglio dei ministri e aspettano il parere delle commissioni parlamentari. Il governo intende chiudere entro giugno.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il