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Pensioni, riforma Italicum, amnistia, divorzio breve, quota 96, riforma indennità disoccupazione, indulto: novità Governo Renzi

Salvini chiede incontro con presidente Mattarella per discutere sulla riforma pensioni, l’Italiaucm approda in Aula e nuovo ddl per soluzione del caso dei quota 96 della scuola: le novità ad oggi 27 aprile del governo Renzi




La Lega continua a chiedere l’abrogazione della riforma pensioni Fornero, l’Italicum approda in Aula ma la Camera è deserta, è intanto diventato legge il divorzio breve e nuove speranze per i quota 96 della scuola. Vediamo le novità ad oggi

Pensioni: Mentre arrivano nuovi ddl volti alla salvaguardia di nuovi esodati e alla risoluzione del caso dei quota 96 della scuola, mentre si susseguono nuove proposte e annunci sulle possibilità di nuove forme di flessibilità in uscita, e mentre si attende la prossima settimana per vedere se davvero arriverà la busta arancione così come annunciato dal presidente dell'Inps Boeri, il leader della Lega Salvini chiede un nuovo incontro con il presidente Mattarella proprio per affrontare la questione della riforma pensioni. Salvini ha dichiarato: “La nostra priorità è cambiare la legge Fornero. Sto attendendo un incontro con il presidente Mattarella per parlargli di un'unica cosa che ci siamo prefissati di cambiare e che porteremo a casa”.  Salvini ha spiegato inoltre che l'obiettivo principale della Lega è abrogare la riforma pensioni Fornero che “ha derubato milioni di italiani di diritti, di lavori, di pensioni”.

Riforma indennità disoccupazione: Da venerdì prossimo entra ufficialmente in vigore la Naspi, nuova indennità di disoccupazione che sostituisce l’attuale Aspi e mini Aspi. Al via anche la Dis-Coll, la nuova disoccupazione per i cocopro. La Naspi può essere richiesta dai lavoratori che hanno maturato almeno 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni di lavoro e 18 giornate effettive di lavoro negli ultimi 12 mesi e sarà erogata mensilmente dall'Inps, per massimo 18 mesi e gli importi massimi saranno di 1.300 euro al mese. La Naspi si può richiedere solo dopo l’effettiva entrata nello stato di disoccupazione, che dovrà essere certificato da un Centro per l’Impiego, e per ottenerla bisognerà presentare domanda all’Inps. Non possono chiedere la Naspi i dipendenti a tempo indeterminato delle pubbliche amministrazioni e gli operai agricoli a tempo determinato o indeterminato, categorie tutelate dalla propria regolamentazione. Se il lavoratore disoccupato che usufruisce della Naspi dovesse trovare una nuova occupazione potrà continuare ad usufruire della Naspi se il suo stipendio mensile risulti inferiore al reddito minimo escluso da imposizione Irpef (8145 euro nel 2014), se invece ne risultasse superiore perderebbe i requisiti per godere dell’ammortizzatore. Al via anche il Dis-Coll nuovo sussidio per i lavoratori disoccupati iscritti alla gestione separata dell’Inps e CoCoPro, collaboratori coordinati e continuativi e a progetto, che dura sei mesi, e che prevede l’erogazione di un assegno pari al 75% del reddito medio mensile nei casi in cui il reddito mensile sia pari o inferiore a 1.195 euro mensili nel 2015 e non può essere superiore ai 1.300 euro nel 2015. Il Dis Coll sarà erogato mensilmente, può essere richiesto da chi ha maturato almeno tre mesi di contribuzione nel periodo che va dal primo gennaio dell’anno solare precedente l’evento di cessazione dal lavoro al predetto evento; o ha maturato un mese di contribuzione nell’anno solare in cui si è perso il lavoro, o un rapporto di collaborazione di durata pari almeno ad un mese per cui si sia percepito un reddito almeno pari alla metà dell’importo che dà diritto all’accredito di un mese di contribuzione. La domanda di richiesta per il Dis Coll deve essere inviata online all’Inps, entro 68 giorni dalla perdita del lavoro, che analizzerà poi la domanda pervenuta.

Quota 96: Dopo tanto silenzio e rassegnazione sembrano aprirsi nuove speranze ad oggi, lunedì 27 aprile, per i quota 96 della scuola, con nuove misure, si spera, risolutive di questo grandissimo errore generato dalla riforma pensioni Fornero. E' stato, infatti, depositato in Commissione Lavoro un nuovo ddl per mandare in pensione i 4mila lavoratori della scuola secondo i vecchi requisiti pensionistici, vale a dire quelli in vigore prima della nuova legge Fornero. In particolare, il ddl prevede l'esclusione dalla Riforma Fornero di quei lavoratori che hanno maturato un diritto a pensione, secondo la vecchia normativa, entro l'anno scolastico 2011-2012. E ciò significherebbe che coloro che hanno raggiunto quota 96 (60 anni di età e 36 di contributi, oppure 61 anni di età e 35 di contributi) possono andare in pensione in deroga alla Legge Fornero.

Indulto e amnistia: Capitolo ancora decisamente aperto quello relativo alla discussione delle misure di indulto e amnistia e una loro potenziale approvazione. Diverse le forze politiche da sempre e ancora contrarie alle misure di clemenza, mentre i Radicali continuano ad auspicare una loro immediata approvazione per porre fine il più rapidamente possibile alla situazione di emergenza carceraria in cui sono costretti a vivere i detenuti delle strutture penitenziarie italiane. Ma ad opporsi a indulto e amnistia sono due voci autorevoli: quella del premier Renzi e quella del ministro della Giustizia Orlando e c'è chi chiede che sia il presidente della Repubblica Mattarella ad esprimersi, l'unico che potrebbe essere in gradi di sbloccare una volta per tutte questa situazione.    

Italicum: Approdato in Aula l'Italicum: la Camera è deserta ed è ancora sfida interna al governo sulla nuova legge elettorale. Spunta inoltre l’ipotesi di fiducia sugli articoli, ma le opposizioni protestano. La Boschi a Fi: “Non può essere che una legge diventa incostituzionale solo perché è stato eletto Mattarella”. Domani martedì 28 l’approvazione dell’Italicum entra nel vivo, affrontando il primo scoglio: le tre pregiudiziali di costituzionalità presentate da Forza Italia che verranno votate con voto segreto. La prossima settimana, toccherà agli altri emendamenti presentati e all'eventuale fiducia.

Divorzio breve: Il divorzio breve è diventato legge 2015 e permetterà di lasciarsi in sei mesi. La novità porta da 3 anni a 6 mesi il tempo per lasciarsi se la separazione è consensuale, e al massimo un anno se si decide di ricorrere al giudice, indipendentemente dalla presenza o meno di figli. I termini decorrono dalla comparizione dei coniugi davanti al presidente del tribunale nella procedura di separazione personale.  Nel caso di divorzi con comunione di beni tra i coniugi, nel momento in cui il giudice ufficializza la separazione, si scioglie anche la comunione dei beni. Il nuovo divorzio breve sarà applicato, a partire dalla sua entrata in vigore, anche ai provvedimenti in corso.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il