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Pensioni Governo Renzi ultime notizie: riforma, ennesimo esempio che quando si deve decidere si rimanda. Ecco cosa è successo

Sempre tanti annunci, nuove proposte e discussioni sulla riforma pensioni ma mai nulla di concreto e le ultime notizie lo confermano: la situazione




Continua in maniera costante il dibattito politico, e non, sulla riforma pensioni con l’attenzione principalmente puntata a novità e cambiamenti sempre più richiesti, tra forme per garantire una maggiore flessibilità in uscita a tutti, assegno universale, ricalcolo contributivo e interventi negativi volti a recuperare nuove risorse economiche da reinvestire poi in altri interventi pensionistici. Tutti sono d’accordo sulle modifiche da attuare, nonostante la ribadita contrarietà di Mef e Ue, e soprattutto alla luce degli ultimi dati su salute delle pensioni attuali, previsioni future e condizione occupazionale (soprattutto giovanile) del nostro Paese.

E si susseguono annunci,nuove proposte di modifica della riforma pensioni, nuovi ddl e nuove aperture da parte dei più autorevoli esponenti politici, dichiarazioni da forze sociali, imprenditori, associazioni e lavoratori stessi, tante parole che si risolvono sempre, ormai da mesi, con un nulla di fatto, Tutto viene ben definito, ogni singolo intervento sembra studiato nel minimo dettaglio, pronto solo ad essere approvato e invece non si fa mai nulla e quando si è sul punto di prendere decisioni concrete, tutto viene abitualmente rimandato.

E’ successo l’anno scorso quando il ministro del Lavoro Poletti aveva annunciato interventi pensionistici nella scorsa Legge di Stabilità, poi rimandati; è successo a inizio anno quando era atteso un nuovo decreto previdenziale, poi rimandato all’estate e di cui ora non si parla più; ed è successo qualche settimana quando è tornato in Parlamento il piano pensioni flessibili, per una seduta flash subito rimandata; rimandato anche l’incontro, che avrebbe dovuto tenersi venerdì scorso, per discutere dell’effettivo numero degli esodati ancora da salvaguardare e delle risorse economiche necessarie, incontro che era particolarmente atteso, soprattutto per il fatto che si sarebbe potuti arrivare finalmente ad una definizione precisa degli interessati.

Ma ancora una volta, tutto si è concluso con un nulla di fatto e una discussione interlocutoria.  Il ministro del Lavoro Poletti ha suggellato l'incontro spiegando che non è effettivamente definire il numero degli esodati con accordi individuali. Non si è riusciti a quantificare nemmeno i costi per la soluzione della vicenda dei quota 96 della scuola nè per i ferrovieri. Si prosegue, dunque, a piccoli passi

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il