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Pensioni donne e uomini Governo Renzi: riforma, novità quota 100, mini pensioni,assegno universale confermati urgenti da esperti

Cresce la disoccupazione giovanile, aumenterà l’età pensionabile per effetto della legge Fornero, diminuiscono gli assegni: situazione pensioni attuale e novità per il futuro. Cosa fare




La disoccupazione giovanile che torna a crescere, il buco attuale dell’Inps per cui rischiano di non essere più pagate le pensioni se non saranno attuati piani di interventi necessari per ristabilire la situazione, il futuro decisamente negative delle pensioni degli attuali giovani, soprattutto precari, e un aumento costante dell’età pensionabile che porterà i lavoratori ad andare in pensione a 70 anni. Sono le prospettive che dovrebbero avverarsi tra qualche anno per effetto della riforma pensioni attualmente in vigore ed è lo stato di salute attuale del sistema pensionistico italiano, che deve essere con urgenza reso più equo e sostenibile, per garantire a tutti un adeguamento trattamento previdenziale e un adeguato futuro.

Si tratta di un quadro, presente e futuro, negativo che sarà confermato a tutti se a maggio debutterà davvero la busta arancione annunciata dal presidente dell’Inps Boeri, che prospetterà ad ogni contribuente età di uscita dal lavoro e valore dell’assegno finale che riceverà e che, secondo recenti studi, dovrebbe essere decisamente magro un po’ per tutti. La conferma arriva dagli gli ultimi dati del Censis secondo cui, a causa del nuovo sistema contributivo, circa il 65% dei giovani occupati dipendenti che oggi hanno tra i 25 e i 34 anni avrà una pensione sotto i mille euro.

Si tratta di una stima che riguarda i 3,4 milioni di giovani che oggi sono ben inseriti nel mercato del lavoro, con contratti standard. Ci sono, infatti, 890.000 giovani tra 25 e i 34 anni con contratti di collaborazione o lavoratori autonomi, e poi ci quasi 2,3 milioni di Neet, che non studiano nè lavorano e che, secondo il Censis, saranno gli anziani poveri di domani. Secondo Luigino Bruni, professore di Economia politica all’Università di Milano-Bicocca, la soluzione non è la pensione anticipata ma il part-time dopo i 55 anni, che porterebbe al turn over lavorativo permettendo un ricambio nei posti di lavoro, e sugli stipendi attuali, soprattutto sulla stabilizzazione dei giovani precari.

E’ chiaro, dunque, che si tratta di situazioni che mettono ben in evidenza come agire sulle pensioni, soprattutto con quei piani di maggiore flessibilità in uscita, stia diventando sempre più necessario. Approvare sistemi come uscita anticipa a quota 100, o con prestito pensionistico o mini pensione, o con part time, significherebbe poter agire sia sul piano occupazionale, permettendo l’assunzione di nuovi giovani, che su quello dell’economia in generale, visto che assumere nuovi giovani permettendo il ricambio generazionale a lavoro, significherebbe agire anche sulla competitività e produttività tale da dare nuovo slancio all’economia.

Inoltre, permettere piani di prepensionamento significherebbe poter andare prima in pensione rispetto ai rigidi requisiti imposti dalla legge Fornero. E in questo quadro si inserirebbe anche la necessità di approvare effettivamente l’assegno universale, seppur limitato solo a determinate persone, che rappresenterebbe una forma di tutela a chi si ritrova in difficoltà, come del resto già accade in quasi tutti gli altri Paesi europei.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il