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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: nuova proposta a 360 gradi lanciata da Sacconi. Per chi, come,cosa cambia requisiti

Nuove proposte pensioni da Sacconi: cosa cambierebbe per versamenti contributi, riscatto corso di studi e totalizzazione. La novità




Il ministro del Lavoro Poletti qualche mese fa è tornato ad annunciare nuovi interventi sulla riforma pensioni nella prossima Manovra Finanziaria, parole da molti prese con le pinze considerando che lo scorso anno era stata annunciata la stessa cosa ma nulla si è concretizzato alla fine. Tutt’altro: a distanza di un anno, infatti, ci si ritrova nelle stesse condizioni dell’anno scorso, quando tanti erano i programmi di cambiamento pensionistico paventati, tante erano le proposte al vaglio del governo e c’era disponibilità di intervento. L’ostacolo, esattamente come oggi, era la mancanza di soldi. E se nulla è cambiato rispetto all’anno scorso neppure in questo senso, ci si chiede perché si continua a parlare di novità alla riforma pensioni.

La situazione è molto complessa e le ultime notizie che continuano a riportare proposte, annunci, nuovi ddl volti a modificare il sistema pensionistico attuale per renderlo non solo più flessibile ma anche più equo e sostenibile, tra nuove rimodulazioni dell’uscita a quota 100, come quella avanzata dall’onorevole Prataviera che, al posto del piano di Damiano per uscita a 60 anni di età e 40 di contributi, 61 anni di età e 29 di contributi e così via, raggiungendo quota 100 tra somma di età anagrafica e contributiva, ha proposto un piano di uscita a quota 100 con un minimo di 35 anni di contributi versati o di un'anzianità anagrafica di almeno 58 anni.

Secondo questo schema, si potrebbe andare in pensione a 58 anni di età e 42 di contributi, a 59 anni di età e 41 di contributi, o con 35 anni di contributi e 65 anni di età, o con 36 anni di contributi e 64 di età, 37 di contributi e 63 di età, e così via. Altra proposta, sempre di Damiano, prevede l’uscita anticipata per tutti con 41 anni di contributi indipendentemente dall’età anagrafica purchè siano stati maturati i requisiti contributivi richiesti; altra proposta riguarda invece l’uscita per le donne a 60 anni di età con possibilità di sommare tutti i contributi versati, anche quelli riguardanti i periodi di maternità e del tempo in cui ci si è prese cura della famiglia.

A questa si aggiunge la nuova proposta dell’ex ministro Sacconi per una convenienza per i versamenti contributivi volontari versati, rendere più conveniente il riscatto dei periodi di studi ai fini contributivi e la totalizzazione. Il nuovo ddl prevede, nel dettaglio,  che l’autorizzazione ai versamenti volontari non sia più condizionata dalla posizione assicurativa del soggetto, né dalla contestuale eventuale presenza di contribuzione obbligatoria versata in altre gestioni, ma semplicemente dalla qualità di iscritto alla gestione medesima; che gli stessi versamenti volontari diventino utili anche per la maturazione della pensione anticipata per chi calcola l’uscita con sistema contributivo.

Per quanto riguarda il riscatto degli anni dei corsi di studio, il ddl presentato da Sacconi incita ad una maggiore convenienza del riscatto degli anni di laurea, mentre, per quanto riguarda la totalizzazione, che è lo strumento attraverso il quale il lavoratore può valorizzare gratuitamente tutti i periodi contributivi versati nelle differenti gestioni, la proposta è di modificare i criteri di calcolo della pensione in totalizzazione ed applicare il principio del pro rata, prevedendo che ogni ente presso cui sono stati versati i contributi debba ripagare quanto versato in base alle proprie regole di calcolo.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il