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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi: ancora una occasione persa per quota 100, mini pensione, contributivo, prestito

Effetti della riforma pensioni e necessità di modifiche sempre più urgenti ma quando sembra che sia tutto definito ogni cosa viene rimandata: le ultime notizie




Gli effetti della riforma pensioni attuale sono stati decisamente negativi, prima il caso degli esodati, poi quello dei quota 96 della scuola, poi le penalizzazioni per lavoratori precoci e usuranti. E si tratta di problemi che hanno acceso il dibattito politico, ormai in corso da oltre un anno, che continua ad essere sempre vivace. Tante le proposte di soluzione presentate e tante le promesse fatte, finora però mai mantenute, a partire dalla discussione sull’uscita a quota 100, proposta da Cesare Damiano, appoggiata da diverse forse politiche e dai sindacati stessi, per cui sembrava essersi aperta una strada.

Nei giorni scorsi sembravano in arrivo novità anche per il contributivo donna: nell’attesa, infatti, di risposte ufficiali dal governo sulla proroga del sistema contributivo donna fino al 31 dicembre 2015, sistema che permette alle donne lavoratrici che abbiano raggiunto almeno i 57 anni di età e 35 anni di contributi di andare in pensione anticipatamente, accettando la pensione finale ridotta, calcolata con metodo contributivo, l’Inps, così come confermato dal ministro del Lavoro Poletti, ha dato comunque la possibilità alle donne interessate di presentare domanda di accesso alla pensione anticipata nonostante saranno tenute in stand by fino a quando il governo non si pronuncerà.

Poi la proposta che chiede l’uscita dal lavoro delle donne a 60 anni di età con possibilità di cumulare tutti i contributi versati, considerando anche quelli versati durante i periodi della maternità o dei tempi in cui ci si è prese cura della famiglie. E poi i piani di uscita anticipata con mini pensione o prestito pensionistico, staffetta generazionale e part time, tutti sistemi bloccati per mancanze di risorse economiche necessarie ma che in realtà, come più volte ribadito, sarebbero a costo zero. Ed ogni volta, proprio a casa della mancanza di soldi, proprio quando tutto sembra definito, ecco che ogni soluzione universale viene rimandata e si parla di soluzioni solo per determinate categorie.

Rimandato anche l'appuntamento della scorsa settimana che avrebbe dovuto definire il numero di esodati ancora in attesa di salvaguardia. Tra le ultime notizie, le nuove proposte di uscita anticipata per gli esodati e per i quota 96 della scuola, con le vecchie regole pensionistiche, il prepensionamento anche dei ferrovieri con le norme in vigore prima dell’avvento della legge Fornero, e l’assegno universale ma limitato solo agli over 55 che, perdendo il lavoro prima del raggiungimento di requisiti pensionistici necessari, rischiano di ritrovarsi in gravi condizioni di difficoltà.

E’ evidente, dunque, come si proceda ancora a stento e a piccoli passi ma solo in determinate situazioni nell’attesa che arrivi quella soluzione strutturale per tutti annunciata già l’anno scorso dal ministro Poletti.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il