BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni donne e uomini Governo Renzi: riforma, novità quota 100, mini pensione, assegno universale sostituite da part time

Il maggiore attivismo sul fronte della riforma pensioni viene registrato per il comparto pubblico con due importanti novità.




Quale direzione potrebbe prendere la riforma pensioni Renzi? Difficile a dirsi viste la tante proposte fin qui presentate e il sostanziale immobilismo giustificato dall'assenza di copertura economica. Ma novità e ultime notizie che arrivano dal comparto pubblico possono rappresentare una prima importante traccia. I cambiamenti interessanti sono due.

Per prima cosa la possibilità per tutti i dipendenti delle amministrazioni pubbliche di andare in pensione prima dei 62 anni purché abbiano maturato i requisiti contributivi pari a 42 anni e 6 mesi di contributi per gli uomini e 41 e 6 mesi per le donne che, per effetto della legge Fornero, dal 2016 diventeranno 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne. In seconda battuta c'è il progetto di incentivare il part time per favorire il ricambio generazionale.

In ambito privato le ipotesi più discusse sono l'applicazione di quota 100 (somma di età anagrafica e anni di contribuzione) come soglia per andare in pensione, rispetto a cui sono stati presentati due nuovi disegni di legge, e l'introduzione dell'assegno universale per gli over 55 senza lavoro e in condizioni di indigenza. Favorevoli a questa misura sono il ministro Giuliano Poletti e il presidente dell'Inps Tito Boeri.

A proposito di burocrazia statale, si segnala il via libera del Senato all'articolo 3 della delega sulla pubblica amministrazione, ovvero alla regola del silenzio assenso tra amministrazioni pubbliche: nei casi in cui si deve acquisire un via libera da parte di un altro ente per un provvedimento normativo o un atto amministrativo c'è un tempo massimo di 30 giorni per dare una risposta. La mancata reazione equivale a un sì. Non solo: si stabilisce anche che in caso di mancato accordo tra i soggetti coinvolti è il premier a decidere sulle modifiche da apportare, previa delibera del Consiglio dei ministri.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il