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Pensioni vecchiaia, donne, anzianità riforma Governo Renzi: novità quota 100, assegno universale, mini pensione occasione persa

Il dibattito sulla riforma pensioni Renzi è sempre molto acceso, ma di fatti concreti se ne vedono ben pochi. Cosa aspettarsi?




Gli interventi correttivi sulla riforma pensioni non riescono ad arrivare fino in fondo. Come raccontano novità e ultime notizie, se ne discute a lungo ma quando c'è da concretizzare le buone intenzioni, c'è sempre un insuperabile ostacolo imprevisto. Il caso più evidente è quello dei quota 96 del mondo della scuola ovvero quei lavoratori che, nonostante il compimento di 61 anni d'età e il raggiungimento di 35 anni di contributi previsti dalla normativa di riferimento, non sono andati in pensione a causa dell'introduzione delle norme contenute nella riforma Fornero, che non hanno tenuto conto della peculiarità del calendario scolastico. Non si conta il numero delle volte in cui alle promesse e alle rassicurazioni non sono seguite i fatti.

Le situazioni in stand by sono numerose. Solo di recente sono stati presentati due nuovi disegni di legge per l'applicazione di quota 100 (somma di età anagrafica e anni di contribuzione) come soglia da raggiungere per il congedo dal lavoro, ma senza risultati tangibili. Stesso trattamento per l'estensione del contributivo donna. Resta da domandarsi se l'ipotesi più discussa del momento, l'introduzione dell'assegno universale, possa fare la stessa fine.

Eppure sono i numeri e i fatti a dimostrare come la riforma pensioni nell'ambito di un più generale piano del welfare che contempli il Jobs Act e dunque il ricambio generazionale, non sia più rinviabile. Secondo un recente studio della Cisl, le condizioni per una ripresa ci sono tutte, ma fino a quando la crescita del Pil sarà bassa non si potrà sperare in un aumento dell'occupazione. Dal 2008 a oggi sono circa un milione i posti di lavoro persi dall'Italia mentre la disoccupazione giovanile è schizzata al 43,6%. Anche se qualcosa comincia a muoversi - fa notare il sindacato - il governo dovrebbe confermare l'incentivo alle assunzioni anche oltre il 2015 per renderlo strutturale visto che le obiezioni di questi mesi, sulla convenienza delle aziende a licenziare "appaiono inconsistenti".

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il