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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: per chi, come e quando part time si aggiunge a quota 100, mini pensione

La riforma pensioni Renzi passa dalle misure per favorire il turn over generazionale negli uffici pubblici. Novità e ultime notizie.




Il governo segue la strada del ricambio generazionale negli uffici pubblici per rilanciare l'occupazione giovanile nell'ambito della riforma pensioni. Gli strumenti immaginati sono due. Il primo si basa sulla possibilità per i lavoratori a pochi anni dalla maturazione dei requisiti per il congedo, di scegliere il part time, in cambio del pagamento dei contributi da full time. Il secondo meccanismo è il via libera al pensionamento prima dei 62 anni purché il lavoratore sia in possesso dei requisiti contributivi pari a 42 anni e 6 mesi di contributi per gli uomini e 41 e 6 mesi per le donne che dal prossimo anno diventeranno 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne.

In parallelo, il Ministero per la Funzione Pubblica ha terminato la fase di acquisizione dalle amministrazioni pubbliche della disponibilità di posti, tenendo conto delle risorse finanziarie destinate, per gli anni 2015 e 2016, alle assunzioni di personale a tempo indeterminato, al netto di quelle finalizzate all'assunzione dei vincitori di concorsi pubblici. L'attivismo sul versante pubblico non è paragonabile a quello per il comparto privato dove siamo ancora alla fase di discussione sull'eventuale applicazione della cosiddetta quota 100 o dell'introduzione delle mini pensioni.

Numeri alla mano, sono 3,2 milioni i dipendenti dello Stato. Di questi circa 1,4 milioni sono uomini mentre 1,8 milioni sono donne. Il comparto con più dipendenti, poco più di un milione, è quello della scuola, seguito dai lavoratori del servizio sanitario nazionale. L'impegno di spesa richiesto allo Stato per i lavoratori dipendenti della pubblica amministrazione è di 155,9 miliardi di euro. La componente delle retribuzioni pesa sul totale per 113 miliardi di euro, a cui vanno aggiunti 33 miliardi di euro di oneri sociali. Infine 34.505 euro è la retribuzione media degli statali. I magistrati, con 142.000 euro medi, sono i più pagati. I lavoratori della scuola, con 29.400 euro di media circa, sono invece i dipendenti pubblici che guadagnano meno di tutti.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il