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Nuove dichiarazioni della settimana sulla riforma pensioni dall’ex ministro Sacconi, dal ministro del Lavoro Poletti, e presidente dell’Inps Boeri: le ultime notizie




Si è chiusa una nuova settimana, seppur breve, ricca di interventi e dichiarazioni sulla riforma pensioni e sulle eventuali novità all’orizzonte. E’ nuovamente intervenuto in questi giorni sulle pensioni l’ex ministro Sacconi che ha presentato un nuovo ddl che chiede una maggiore convenienza nel versamento dei contributi volontari utili anche per la maturazione della pensione anticipata per chi calcola l’uscita con sistema contributivo; possibilità di riscatto più vantaggioso degli anni dei corsi di studio, con particolare riferimento agli anni di laurea, mentre, per quanto riguarda la totalizzazione, che è lo strumento attraverso il quale il lavoratore può valorizzare tutti i periodi contributivi versati nelle differenti gestioni, modificando i criteri di calcolo della pensione in totalizzazione.

Carlotta De Franceschi, consigliere economico del premier Renzi, smentendo quanto sostenuto da presidente dell’Inps Boeri e premier Renzi, ha assicurato che non ci saranno tagli alle pensioni, ma interventi volti a sostenere i lavoratori anziani in difficoltà. E ha dichiarato che si stanno studiando varie proposte, nel rispetto degli equilibri di bilancio. L’obiettivo è evitare che i lavoratori più anziani, se licenziati, non restino senza stipendio e senza pensione perché non hanno ancora raggiunto i requisiti imposti dalla legge Fornero.

Intanto, il nuovo commissario alla spending review è partito con la definizione del piano di tagli che serviranno a recuperare quelle risorse economiche necessarie per interventi più urgenti. Si lavora sui tagli alle agevolazioni fiscali, ai sussidi per le imprese, alla spesa sanitaria. E in questo piano di tagli potrebbero rientrare anche quegli interventi negativi sulle pensioni, di cui si parla ormai da tanto e che lo stesso Gutgeld aveva consigliato al premier Renzi l'anno scorso. Si tratta delle revisioni di pensioni di invalidità, di guerra, cumulo, reversibilità e baby pensioni.

Il ministro del Lavoro Poletti, invece, è tornato a parlare di necessità di una maggiore flessibilità in uscita, principalmente in relazione al lavoro, vale a dire per favorire l'ingresso di nuovi giovani nel mondo occupazionale. E nelle prossime settimane vedremo con quali interventi in tal senso si intende agire. Considive poi con il presidente dell'Inps Boeri l'assegno universale, seppur circoscritto a determinate persone, cioè coloro che hanno 55-65 anni e che rischiano di diventare un nuovo caso sociale.

Boeri ha dichiarato che “Negli ultimi 20 anni abbiamo assistito ad una sorta di ignavia di Stato, per cui nell'arco di sei legislature, da quando è stata varata la riforma Dini, che ha sancito il passaggio dal sistema di calcolo pensionistico retributivo a quello contributivo "non si è voluto informare i cittadini del cambiamento”. E per il presidente dell'Inps si tratta di un “fatto gravissimo, perché i contribuenti sono stati indotti a fare delle scelte sbagliate”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il