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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi della settimana numerose e importanti

Una settimana breve ma intensa quella appena trascorsa sulle discussioni della riforma pensioni: le novità ad oggi e le ultime notizie più importanti




E’ stata una settimana breve con la festa del primo Maggio alle porte, ma nonostante questo, in questi pochi giorni, non sono mancate novità importanti per la riforma pensioni per una discussione che sembra davvero senza sosta e dalla prossima settimana, con l’inizio del mese di maggio, dovrebbe diventare ancora più importante, perché si capirà se l’intervento annunciato dal presidente dell’Inps Boeri della busta arancione sarà effettivamente messo in pratica, o meno, dando così inizio a nuove discussioni. Le ultime notizie di questi giorni confermano il nuovo scontro tra premier Renzi e la minoranza del Pd, in riferimento soprattutto al caos sulla legge elettorale, e le eventuali conseguenze che potrebbero avere anche sulle pensioni.

Il premier Renzi ha, infatti, iniziato, seppur non direttamente, a parlare di interventi pensionistici, partendo soprattutto da quegli interventi negativi che prevedono un taglio di pensioni di guerra, reversibilità, invalidità, cumulo, baby pensioni, che permetterebbero di recuperare nuove risorse economiche da impiegare in altri interventi, nelle pensioni o nel welfare. Riflessioni ancora anche sul ricalcolo contributivo presentato da Boeri,che riprende l’idea del prelievo di solidarietà di Renzi, di cui aveva parlato lo scorso anno. Si tratta di negativi ma che sembrano sempre più necessari per sanare il buco di 4 miliardi e più.

La speranza è che Renzi intervenga negativamente in una logica di redistribuzione delle risorse, come vorrebbe fare lo stesso Boeri, sostenuto dal nuovo commissario per la spending review, già consigliere economico del premier, Gutgled. In questi giorni sono poi venuti alla luce anche nuovi appoggi al part time nella riforma della P.A., nonché novità per quanto riguarda la proroga del contributivo donna, cui ha aperto anche una volta il ministro del Lavoro Poletti. D’accordo anche Confindustria, così come su nuove forme di flessibilità in uscita anche per sostenere il rilancio di occupazione giovanile e, di conseguenza, dell’economia in generale.

Mentre in settimana l’ex ministro Sacconi ha presentato un nuovo ddl volto a rendere più conveniente il versamento dei contributi volontari, il riscatto degli anni di laurea ai fini contributivi, nonché la totalizzazione. Nelle sue intenzioni anche un buono pensione per lavoratori e consumatori. Si tratterebbe di buoni erogati dall’Inps come incentivi a lavoratori e consumatori in modo da essere poi versati alle gestioni previdenziali secondo le modalità consentite. Restano in discussione l’assegno universale, ormai quasi certo, seppur limitato e mentre perdono quota i piani di uscita anticipata a quota 100, con prestito pensionistico o mini pensioni che, però, attraverso le penalizzazioni previste, permetterebbero allo Stato di accumulare anche nuovi risparmi, come sostenuto dalla minoranza Pd e da Cesare Damiano.

Decisamente ancora molto vaga la situazione in merito, al contrario di quanto si dice sull’assegno universale, appoggiato anche dall’Ue nonostante le risorse che richiede. Carlotta De Franceschi, consigliere economico del premier Renzi, sostenendo che non ci sarà alcun taglio alle pensioni, nei giorni scorsi ha lasciato intendere che si lavorerà sulle pensioni soprattutto con interventi a sostegno dei lavoratori anziani in difficoltà, compatibilmente con le disponibilità dei conti. Il principio non sarebbe, dunque, quello di rimettere in equilibrio il sistema previdenziale attuale, quanto quello di evitare nuovi casi sociali di lavoratori più anziani che, se licenziati, ma ancora ben lontani dalla pensioni, rischierebbero di ritrovarsi senza stipendio e senza pensione.

Insieme a questi piani di interventi, rimangono comunque i problemi derivati dalle due leggi della riforma della P.A., tra prepensionamento dei dipendenti pubblici senza penalizzazione e decreto pensione anticipata per i dipendenti statali in esubero delle Province, ancora interventi circoscritti che dimostrano l’incapacità di decidere in modo universale, come dimostrano anche le nuove proposte per esodati, quota 96 della scuola e ferrovieri. E’ come se quella soluzione strutturale per tutti annunciata l’anno scorso dal ministro del Lavoro Poletti fosse quasi impossibile da definire.

Il prossimo mese potrebbe essere importante per capire come il governo avrà intenzione di agire effettivamente sulle pensioni, innanzitutto per il debutto della busta arancione, poi perché è in programma il voto finale sulla fiducia all’Italicum, che farà comprendere le intenzioni di Renzi e se ancora una volta andrà avanti da solo o meno, e perché tra maggio e giugno si attendano le nuove proposte di Boeri al ministro Poletti. E alla fine del mese, gli esiti delle elezioni regionali potrebbero portare alcune sorprese.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il