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Naspi: per chi, quando e come. Requisiti, calcolo, importo assegno e come fare domanda. Casi particolari. Domande e risposte

In vigore da venerdì primo maggio la nuova indennità di disoccupazione Naspi: vediamo come funziona, requisiti per accedervi e chi può chiederla




Con il Jobs Act sono cambiati anche gli ammortizzatori sociali 2015 ed è cambiata anche l’indennità di disoccupazione che ora si chiama Naspi e sostituisce la vecchia Aspi e mini Aspi. Cerchiamo di capire come funziona e per chi vale.

Cos’è la Naspi?

La Naspi è la nuova indennità di disoccupazione, Assicurazione Sociale per l’impiego, che da venerdì primo maggio ha sostituito Aspi e mini Aspi.

Chi può richiedere la Naspi?

La nuova indennità di disoccupazione può essere richiesta dai lavoratori che hanno maturato almeno 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni di lavoro e 18 giornate effettive di lavoro negli ultimi 12 mesi. Sono esclusi dalla Naspi i dipendenti a tempo indeterminato delle pubbliche amministrazioni e gli operai agricoli a tempo determinato o indeterminato, categorie tutelate dalla propria regolamentazione.

Quando e come viene erogata la Naspi?

La Naspi sarà erogata mensilmente dall'Inps, per massimo 18 mesi e gli importi massimi saranno di 1.300 euro al mese. Per richiedere la Naspi bisogna presentare domanda all’Inps entro i 68 giorni successivi dalla cessazione del rapporto di lavoro e per beneficiarvi il lavoratore disoccupato deve dimostrare periodicamente che è impegnato nella ricerca di un nuovo lavoro, certificato anche in questo caso da Centri per l’impiego.

Quali sono le condizioni per richiedere e beneficiare della Naspi?

La Naspi può essere richiesta solo una volta che si è stati effettivamente licenziati per cui si è entrati nello stato di disoccupazione, che dovrà essere certificato da un Centro per l’Impiego, e se il lavoratore disoccupato che ne usufruisce trova un nuovo lavoro potrà continuare ad usufruire della Naspi se il suo stipendio mensile è inferiore al reddito minimo escluso da imposizione Irpef (8145 euro nel 2014), se, al contrario, dovesse percepire uno stipendio superiore, in tal caso perderà i requisiti necessari per accedere all’ammortizzatore.

Quali sono i casi particolari in cui si può comunque usufruire della Naspi?

Il lavoratore che perde il lavoro per licenziamento disciplinare oppure che accetta l’offerta economica proposta dal datore di lavoro in sede di procedura di conciliazione volontaria può richiedere comunque la Naspi. Il Ministero del Lavoro ha infatti chiarito che essendo previste ipotesi di esclusione dalla norma, anche il licenziamento disciplinare dò diritto alla nuova indennità di disoccupazione.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il