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Pensioni Governo Renzi ultime notizie riforma: incominciano interventi peggiorativi ufficialmente. Come funzionano e per chi

Nuova operazione Inps: al via ricalcolo delle pensioni. In cosa consiste l’operazione, chi interessa ed effetti che produrrà




Prima il via all’operazione trasparenza avviata dal presidente dell’Inps Boeri e che dovrebbe trovare un ulteriore concretizzazione nell’invio della busta arancione dal prossimo mese di maggio; poi gli interventi negativi al vaglio, proposti dal premier Renzi, che prevedono tagli per baby pensioni, pensioni di invalidità, reversibilità, guerra e cumulo, con l’obiettivo di recuperare nuovi soldi in una logica redistributiva più equa delle risorse, ed ora la novità del via al ricalcolo contributivo delle pensioni. Mentre si continua, infatti, a discutere di modifiche da apportare alla riforma pensioni, l’Inps, come al solito, procede spedito in cambiamenti concreti e ha dato il via al ricalcolo delle pensioni erogate con sistema misto per controllare che gli importi rispettino quanto previsto dalla Legge di Stabilità.

Si tratta di una operazione che potrebbe determinare la riduzioni degli assegni pensionistici di alcune persone, soprattutto con reddito più elevato. Coloro che, infatti, percepiscono le cosiddette pensioni d’oro potrebbero vedersi ridurre l’assegno pensionistico mensile. La Legge di Stabilità ha stabilito un tetto agli assegni pensionistici e compito dell’Inps è quello di verificare, appunto, che gli assegni erogati anche prima del primo gennaio 2015, con il sistema misto, rispetti tale limite.

Il ricalcolo Inps interessa gli assegni liquidati dal primo gennaio 2012 ai lavoratori che, alla data del 31 dicembre 1995, avevano già conseguito almeno 18 anni di contributi, e viene effettuato per confrontare per ogni singolo contribuente l’importo dell’assegno pensionistico effettivamente erogato con il sistema di calcolo vigente, cioè retributivo fino al 2011 e contributivo pro rata dal primo gennaio 2012, e l’importo dell’assegno che sarebbe stato ottenuto applicando il calcolo interamente retributivo per tutte le anzianità contributive maturate dall’assicurato. Dopo aver effettuato i dovuti controlli attraverso il ricalcolo delle pensioni, l’Inps stesso procederà al pagamento dell’importo minore determinato dal confronto fra i due sistemi di calcolo e a recuperare, lì dove necessario, le somme indebitamente corrisposte dal primo gennaio 2015.

A causa del ricalcolo pensionistico, i lavoratori che potrebbero vedersi ridotto il proprio assegno pensionistico sono i titolari delle pensioni d’oro, contribuenti che vanno in pensione con un’anzianità anagrafica superiore all’età prevista per la pensione di vecchiai, cioè oltre i 66 anni e 3 mesi, e con retribuzioni medie superiori a circa 46.000 euro annui, superiore al tetto massimo previsto nel sistema retributivo. Nessuna conseguenza dovrebbe, invece, verificarsi per i lavoratori con retribuzioni medio-basse che decidono di rimanere a lavoro anche dopo aver raggiunto i 40 anni di contributi.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il