BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni donne, vecchiaia, uomini riforma Governo Renzi: novità interventi negativi cominciano davvero. Per chi, come funzionano

L'Inps ha deciso di avviare anche l'operazione di ricalcolo delle pensioni per controllare gli importi pensionistici mensili: modalità e conseguenze




Nell'attesa di vedere se effettivamente dalla prossima settimana entrerà in funzione per tutti il calcolatore online per simulare stato delle pensioni future di tutti i contribuenti, dopo le prime fasi della cosiddetta operazione trasparenza avviata dal presidente Boeri, l'Inps ha deciso di avviare anche l'operazione di ricalcolo delle pensioni per controllare che gli importi pensionistici mensili di tutti i contribuenti, soprattutto quelli più benestanti, non superino il limite fissato dalla Legge di Stabilità. Iniziano, dunque, a diventare realtà le novità e parte di quegli interventi negativi, proposti dallo stesso premier Renzi, pensati in una logica delle pensioni di redistribuzione più equilibrata delle risorse economiche.

E così, insieme a tagli e revisione di baby pensioni, pensioni di invalidità, guerra, cumulo, baby pensioni, pensioni di reversibilità, ecco che l’Inps si muove già concretamente in una direzione non proprio sostenuta da tutti. Ma, fondamentalmente, è la legge che lo impone, considerando che il ricalcolo sarebbe conseguenza di un controllo per verificare se viene effettivamente rispettato quanto previsto nella Manovra Finanziaria.

La Legge di Stabilità ha infatti stabilito una soglia per agli assegni pensionistici e il ricalcolo delle pensioni servirà esclusivamente a verificare che gli assegni erogati anche prima del primo gennaio di quest’anno, calcolati con il sistema misto, non superino l’importo stabilito. Saranno, dunque, ricalcolati gli assegni liquidati dal primo gennaio 2012 ai lavoratori che al 31 dicembre 1995, avevano già conseguito almeno 18 anni di contributi. Il ricalcolo interesserà ogni contribuente e confronterà l’importo dell’assegno pensionistico erogato con il sistema vigente, vale a dire il retributivo fino al 2011 e il contributivo pro rata da gennaio 2012, e l’importo dell’assegno che si sarebbe avuto applicando il calcolo interamente retributivo per l’anzianità contributiva raggiunta.

Una volta effettuato il ricalcolo, l’Inps procederà a pagare eventualmente un importo minore al contribuente che superi il tetto definito, ed eventualmente procederà anche al recupero di quanto in maniera sbagliata erogato dal primo gennaio di quest’anno. A subire le maggiori conseguenze negative di questa operazione saranno certamente coloro che percepiscono le cosiddette pensioni d’oro e che si vedranno tagliare gli assegni pensionistici mensili. Salvi, invece, tutti gli altri lavoratori.
 

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il