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Pensioni vecchiaia, donne, anzianità riforma Governo Renzi: novità contributivo, quota 100, mini pensione questa settimana

Diverse le novità pensioni della settimana ma molte circoscritte solo a determinate categorie di persone: quali sono e cosa prevedono. Le novità




Uscita a quota 100, mini pensione o prestito pensionistico, part time ma anche assegno universale e soluzioni per esodati ancora in attesa di salvaguardia e quota 96 della scuola: queste ancora le ultime notizie in discussione pensare per intervenire sulla riforma pensioni. Particolarmente apprezzata da diverse forze politiche ed anche dai sindacati, la quota 100, secondo quanto modulato, permette al lavoratore di andare in pensione a 60 anni di età e 40 di contributi, o a 62 anni di età e 39 di contributi, o a 62 anni di età e 38 di contributi, scegliendo l’età di uscita dal lavoro, a patto che la somma di età anagrafica ed età contributiva raggiunga 100.

Ma la proposta è stata rimodulata all’onorevole Prataviera che, per la quota 100, prevede il raggiungimento di un minimo di 35 anni di contributi versati o un'anzianità anagrafica di almeno 58 anni, permettendo, invece, di scegliere di andare in pensione a 58 anni di età e 42 di contributi, a 59 anni di età e 41 di contributi, o con 35 anni di contributi e 65 anni di età, o con 36 anni di contributi e 64 di età, 37 di contributi e 63 di età, e così via.

Previste anche novità per il contributivo donna ed è arrivato un nuovo ddl che chiede la pensione anticipata a 60 anni per le donne lavoratrici, con possibilità di cumulare i contributi versati durante la propria carriera lavorativa ed anche durante ‘a maternità e i periodi di lavori di cura della famiglia. Spinge a interventi sia per i lavoratori pubblici quanto per i privati anche la Fismic, mentre la consigliere economica di Renzi De Franceschi, smentendo i tagli alle pensioni più elevate, in contraddizione con quanto finora sostenuto dallo stesso premier Renzi e dal presidente dell’Inps Boeri, punta sull’assegno universale per tutelare chi rischia di ritrovarsi in forti difficoltà.

E’ arrivato, intanto, l’ok ai prepensionamenti senza penalizzazioni, fino al 2017, per i dipendenti della P.A. che hanno raggiunto i requisiti contributivi necessari, novità che, si spera, apra nuove speranze di intervento anche per i privati. Ma al momento si tratta di provvedimenti circoscritti solo a determinate persone, così come lo sarebbe l’assegno universale, destinato solo agli over 55, e gli ultimi ddl presentati per esodati, quota 96 della scuola e ferrovieri.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il