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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi: risarcimenti pensioni Corte Costituzionale. Calcolo importi, per chi, come e quando

Pensionati pronti a ricevere di più nei loro assegni mensili: la nuova sentenza della Corte Costituzionale. Cosa prevede e conseguenze. Novità e ultime notizie




Qualcosa si muove nel mondo delle pensioni ma non nel senso sperato, vale a dire con discussioni reali e approvazioni di quegli auspicati piani di uscita anticipata e flessibile per tutti, ma con una nuova sentenza della Corte Costituzionale sulla rivalutazione delle pensioni superiori ai 1.405 euro lordi. Ciò significa che i pensionati che negli anni 2012-2013 non hanno visto rivalutarsi i propri assegni pensionistici inizieranno a ricevere quanto perso negli anni scorsi.

E chiaramente questa operazione avrà un grosso impatto sui conti pubblici, andando fortemente a pesare su altri eventuali interventi al vaglio per la riforma pensioni che potrebbero allontanarsi sempre più, considerando che la mancata approvazione finora è stata dovuta alla mancanza di soldi.

Risorse economiche che ora verranno impiegate in questa novità di rivalutazione pensionistica. E così quota 100, prestito pensionistico o mini pensione, staffetta generazionale e part time continuano ad essere ancora una utopia.

La Corte Costituzionale ha, in particolare, stabilito l'illegittimità del mancato adeguamento all'inflazione per il biennio 2012-2013, provocando un effetto a cascata e quanto è stato recuperato negli anni 2012 e 2013 andrà ora restituito ai pensionati. Si tratta di recuperi, secondo le ultime notizie, che potranno andare dai 4.700 euro circa per coloro che percepiscono assegni fino a quattro volte il minimo a più di 10mila euro per chi riceve mensilmente assegni dieci volte il trattamento minimo.

Per fare qualche esempio, un assegno di 4.609 euro del 2010 è aumentato a inizio anno fino a 4.692 euro ma se fosse stato rivalutato secondo i criteri previsti sarebbe arrivato a 4.923 euro, per cui la perdita complessiva relativa al periodo 2012-2015 è di oltre 10mila euro. Secondo il ministro del Lavoro Poletti, la sentenza della Corte “non può che essere applicata”, ma il presidente della Commissione Bilancio Boccia ritiene si tratti di “sentenza additiva che provoca un impatto forte, ora bisogna concordare una soluzione con Bruxelles”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il