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Pensioni donne, anzianità, uomini riforma Governo Renzi: novità leggi regionali in vigore o in arrivo. Per chi, come funziona

Singole città e Regioni anticipano mosse del governo su novità riforma pensioni e approvano piani di uscita anticipata: cosa prevedono e ultime notizie




Il governo continua a discutere di riforma pensioni ed eventuali novità, sul tavolo diverse proposte e ddl che continuano ad arrivare ma per cui la strada sembra bloccata. Il dibattito politico continua inesorabilmente e tra annunci e promesse tutto è ancora fermo. Mancherebbero le risorse economiche necessarie per mettere in pratica quei piani di uscita anticipata, tra sistema quota 100, prestito pensionistico o mini pensione, sistema contributivo o staffetta generazionale e part time, nonostante si tratti, come ribadito più volte, di piani flessibili a costo zero visto che richiedono penalizzazioni ai lavoratori che scelgono di lasciare il lavoro prima, e mancherebbe anche l’appoggio dell’Ue, particolarmente attenta ai conti pubblici.

Eppure gli ultimi dati su andamento economico d’Italia e, soprattutto, sulla disoccupazione nel nostro Paese, tornata a salire nel mese di marzo, colpendo particolarmente i più giovani, mettono sempre più in evidenza la necessità di modificare le pensioni, sia per sostenere maggiori possibilità di accesso nel mondo del lavoro ai giovani oggi disoccupati, sia per tutelare i più anziani costretti a lavorare ancora a causa dell’allungamento dell’età pensionabile imposto dalla legge Fornero. E nell’attesa che il governo approvi novità, città e singole Regioni si sono già mosse anticipando piani dello Stato.
 
E per esempio, in Sicilia, Piemonte, Calabria sono già stati approvati piani di uscita anticipata. In Piemonte, è stata approvata l’uscita anticipata con staffetta generazionale e part time per i lavoratori con più di 50 anni che da almeno cinque anni di un'impresa della regione, cui mancano tre anni di contributi per la pensione. Questi lavoratori passando part-time lascerebbero posti di lavoro a tempo indeterminato o con contratto di apprendistato a giovani disoccupati, di età compresa fra i 18 e i 32 anni.  In questi casi, l’azienda continua a pagare al lavoratore solo i contributi per l'orario ridotto e il resto saranno coperti dall'Inps.

In  Calabria, invece, per i lavoratori dipendenti a tempo indeterminato della Regione, è stato esso a punto uno scivolo che accompagnerebbe il lavoratore fino al raggiungimento dei requisiti pensionistici garantendo un’indennità supplementare in cambio della risoluzione del rapporto di lavoro, per favorire l’inserimento di nuovi giovani nella P.A. Uscita anticipata a quota 100, infine, in Sicilia per i dipendenti regionali in esubero.  

A Trento, poi, dove è stato già approvato  il reddito di garanzia per famiglie che vivono alle soglie della povertà ma per ottenerlo bisogna rispondere ad alcune condizioni. Tra le novità e ultime notizie, l’approvazione dell’assegno universale anche in Molise, come strumento di contrasto alla povertà.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il