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Pensioni donne e uomini Governo Renzi: riforma 360 gradi ribadita con interventi convergenti pur con stessi problemi Boeri,Poletti

Quali novità ci saranno sulla riforma pensioni in seguito alla convergenza di vedute tra il ministro Poletti e il presidente dell'Inps?




La parola d'ordine per la riforma pensioni è flessibilità. Le ultime notizie raccontano della comunanza di intenti tra Giuliano Poletti, ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, e Tito Boeri, presidente dell'Inps. C'è la volontà di ammorbidire le rigidità della legge Fornero così da favorire l'uscita anticipata e, di conseguenza, il turn over generazionale. Entrambi vogliono dare priorità a chi, superati i 50 anni, si trova senza occupazione per via della crisi e senza pensione per la mancata maturazione dei requisiti richiesti. Per Poletti la soluzione va inserita nella prossima legge di stabilità; Boeri è pronto a presentare un pacchetto di proposte sulla riforma della previdenza in Italia già nel prossimo mese di giugno.

Resta da capire se questa è la volta buona per portare a casa qualche reale cambiamento. Fino a questo momento, agli annunci sulle pensioni non sono seguiti fatti concreti per assenza di possibilità economica e di volontà politica a modificare l'attuale impianto normativo.

Le misure immaginate fino a questo momento dal governo per rilanciare l'occupazione giovanile sono state deludenti. Garanzia Giovani, ad esempio, è un progetto che mira a far trovare un lavoro o uno stage ai giovani entro 4 mesi dalla fine del percorso di studi. Bruxelles ha messo a disposizione dell'Italia 1,5 miliardi di euro, ma finora sono arrivati solo 11 milioni di euro. Il governo ha deciso di aderire al programma utilizzando un portale nel quale convogliare le iscrizioni dei giovani a caccia di un impiego. Il sito ha ricevuto 530.000 registrazioni su una platea di 2 milioni di Neet (Not in education, employment or training) ovvero coloro che hanno tra i 15 e i 29 anni, non frequentano scuola o università, non hanno un lavoro e non seguono corsi di formazione.

Lo schema usato dall'esecutivo è quello di coinvolgere le agenzie interinali e i centri pubblici per l'impiego per fare incontrare domanda e offerta di lavoro. A un anno dal lancio di Garanzia Giovani il ministero del Lavoro comunica che sono arrivate ai ragazzi circa 80.000 offerte, in sostanza il 17% degli iscritti. Non è chiaro però che tipo di offerte abbiano ricevuto.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il