BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni vecchiaia, donne, anzianità riforma Governo Renzi: novità per chi e come inizia applicazione reale modifiche negative

Simulazione della propria situazione pensionistica futura e ricalcolo delle pensioni: al via interventi negativi riforma pensioni. Le novità




Dopo il via ufficiale (venerdì scorso primo maggio) al sistema di calcolo della propria pensione pensionistica futura, annunciata dal presidente dell’Inps Boeri, e nell’attesa di vedere se quegli interventi negativi proposti dal premier Renzi, che prevedono tagli per baby pensioni, pensioni di invalidità, cumulo, reversibilità, guerra, vengano messi in atto, con l’obiettivo di recuperare nuove risorse economiche in una logica di redistribuzione più equa dei soldi disponibili, parte il ricalcolo contributivo delle pensioni calcolate con sistema misto per controllare che gli importi rispettino il limite definito dalla Legge di Stabilità.

La Manovra ha infatti introdotto un tetto agli assegni pensionistici e con lì operazione di ricalcolo delle pensioni l’Inps verificherà che l’importo effettivamente versato con sistema misto non superi, anche per gli assegni erogati prima di gennaio 2015, quanto sarebbe spettato se fosse stato applicato il sistema retributivo, in vigore fino al 2011. Questa nuova procedura potrebbe portare ad una certa riduzione delle prestazioni pensionistiche mensili di coloro che percepiscono pensioni più elevate.

Il ricalcolo Inps interessa gli assegni liquidati dal primo gennaio 2012 ai lavoratori che, alla data del 31 dicembre 1995, avevano maturato almeno 18 anni di contributi e viene applicato per confrontare per ogni singolo contribuente l’importo dell’assegno erogato con il sistema di calcolo vigente, cioè retributivo fino al 2011 e contributivo pro rata dal primo gennaio 2012, e l’importo dell’assegno che sarebbe stato ottenuto applicando interamente il sistema retributivo per tutte le anzianità contributive maturate dal lavoratore.

Dopo aver effettuato i dovuti controlli, l’Inps stesso procederà al pagamento dell’importo minore se necessario, per recuperare le somme indebitamente corrisposte dal primo gennaio 2015. A pagarne le conseguenze maggiori, come detto, coloro che percepiscono retribuzioni medie superiori a circa 46.000 euro annui, superiore al tetto massimo previsto nel sistema retributivo, mentre non ne saranno colpiti i lavoratori con retribuzioni medio-basse.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il