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730 2015 precompilato: compilazione righe e quadri con dati mancanti, detrazioni e modifiche. Istruzioni e regole

Come attuare modifiche e integrazioni al modello 730 precompilato e le principali spese da inserire per avere detrazioni: cosa fare




Da venerdì scorso primo maggio lavoratori dipendenti e pensionati che hanno ricevuto e già scaricato e visualizzato online il nuovo modello 730 precompilato inviato dall’Agenzia delle Entrate possono finalmente procedere a inserire modifiche e integrazioni di dati mancanti.  Per modificare la propria dichiarazione dei redditi precompilata, bisogna andare di nuovo sul sito dell’Agenzia delle Entrate, inserire le proprie credenziali, pin e password e accedere alla sezione Fisconline scegliendo la funzione ‘Modifica 730’.

Si possono modificare diverse sezioni del documento, sia quelle di tipo informativo generale, che quelle specifiche su redditi e dati fiscali; si può modificare un dato relativo all’indirizzo di residenza del contribuente, il codice fiscale del coniuge non fiscalmente a carico, la richiesta di utilizzare in compensazione il credito risultante dal 730 in F24; il pagamento a rate; le destinazioni dell’8, 5 e 2 per mille. In questi casi, si tratta di modifiche che non portano i contribuenti ad essere soggetto ad alcun controllo da parte del Fisco, che invece scatta se si modificano reddito imponibile, soglie di detrazione o deduzione, agevolazioni o redditi maturati.

Nel momento in cui si procede a modifiche del 730 precompilato, particolare attenzione deve essere riservata ai Quadri B, relativo ai redditi dei fabbricati, dove devono essere riportati tutti dati relativi a qualsiasi fabbricato in possesso del contribuente; F, relativo ad eventuali acconti e ritenute; e soprattutto E, relativo alle detrazioni e che nella maggior parte dei casi dovrà essere certamente integrato.

In questo Quadro, infatti, devono essere riportate tutte le spese sostenute che danno diritto a detrazioni e deduzioni, dalle spese mediche e sanitarie, alle spese per l’istruzione dei figli, alle spese veterinarie, funebri, spese per i contributi previdenziali e assistenziali obbligatori e facoltativi deducibili dal reddito imponibile ai fini Irpef; per i contributi previdenziali ed assistenziali per il riscatto degli anni di laurea ed altre. Nel dettaglio, con riferimento alle spese per l’istruzione dei propri figli, possono essere portate in detrazione le sostenute per asili nido, corsi di istruzione secondaria, corsi di perfezionamento e specializzazioni, per l’università, master, soggiorni all’estero, con un limite massimo di 632 euro per ogni figlio.

Si possono scaricare con il modello 730 tutte le spese sostenute per pagare gli interessi passivi sui mutui contratti sull’abitazione principale, il cui limite massimo è stato fissato a 4mila euro per coniuge; le spese effettuate per le provvigioni all’agenzia immobiliare e l’intermediazione immobiliare. Si possono scaricare anche i canoni di locazione e gli studenti fuori sede possono portare in detrazione il 19%, che vale per le spese affitto degli studenti universitari fuori sede o dei genitori che li hanno a carico relativamente ad abitazione situate e non meno di 100 km dalla residenza e nel limite di 2.633 euro per studente.

Detrazione al 19% valida per le spese sanitarie e mediche su ogni acquisto di farmaci, spese terapeutiche o riabilitative. Per i soggetti portatori di handicap, sono deducibili dal reddito imponibile ai fini Irpef spese per un importo massimo di 6.197,48 euro. Si possono portare in detrazione al 19% anche le spese effettuate per eventuali visite veterinarie, di qualsiasi genere, del proprio animale. Si possono detrarre anche le spese per sport, vale a dire costi sostenuti per palestre, corsi di ginnastica posturale, yoga e simili, ma solo in presenza di determinate casistiche. Le detrazioni valgono anche per le spese compiute per l’attività sportiva e dilettantistica dei figli, il cui limite è pari a 210 euro e al 50% per ciascun genitore.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il