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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi: nuova importante indicazione da fonte autorevole per rilanciare economia

Dopo studi e conferme da esperti, nuove dichiarazioni del governatore Visco confermano la necessità di modificare la riforma pensioni: le ultime notizie




Sono mesi ormai che, insieme a proposte e annunci di intervento sulla riforma pensioni, ancora al momento non toccata, esattamente così com’era quando approvata dall’ex governo Monti, diversi studi ed esperti confermano la necessità di modificare le attuali norme pensionistiche, soprattutto in un ottica di rilancio dell’economia e dell’occupazione. E per raggiungere questi obiettivi occorre approvare quei piani di uscita anticipata e flessibile per tutti al vaglio ormai da un anno. Permettere, infatti, ai lavoratori più anziani di andare in pensione permetterebbe, allo stesso tempo, la creazione di nuovi posti di lavoro in cui assumere i più giovani.

Secondo Luigino Bruni, professore di Economia politica all’Università di Milano-Bicocca, la soluzione non è anticipare la pensione ma scegliere il part-time dopo i 55 anni, creando quel turn over lavorativo che permetterebbe, appunto, un ricambio generazionale a lavoro. A rendere ancora più nera la situazione, gli ultimi dati del Censis, secondo cui, a causa del nuovo sistema contributivo, circa il 65% dei giovani occupati dipendenti che oggi hanno tra i 25 e i 34 anni percepirà una pensione sotto i mille euro, volendo essere ottimisti, considerando si tratta di quei 3,4 milioni di giovani ben inseriti nel mercato del lavoro, con contratti standard, visto che ci sono anche 890.000 giovani tra 25 e i 34 anni con contratti di collaborazione o lavoratori autonomi, e poi ci quasi 2,3 milioni di Neet, che non studiano nè lavorano e che, secondo il Censis, saranno gli anziani poveri di domani.

E questi dati che ben evidenziano una situazione di difficoltà, si affiancano le ultime dichiarazioni del governatore della Banca d’Italia Visco, secondo cui “L'Italia investe poco in quelli che capiscono l'innovazione. Se non la si capisce si perde e il futuro resta difficile. L'innovazione crea nuovi lavori: ma se non creiamo le condizioni rischiamo una disoccupazione di massa” e si è soffermato sulle difficoltà in Italia degli investimenti in capitale umano sostenendo che “L'Italia è in ritardo sulle nuove tecnologie”.
 
Le parole di Visco risuonano, indirettamente, come un monito per trovare interventi sul rilancio dell’occupazione che non può non passare per sistemi di uscita anticipata e flessibile, anche perché sarebbe l’unica strada che porterebbe ad un aumento della produttività e della conoscenza delle nuove tecnologie che solo i giovani possono dare

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il