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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi in decreto previdenza e terzo, quarto disegno lavoro interventi potenziali

Assegno universale, terzo e quarto decreto riforma Lavoro e novità per riforma pensioni a giugno: cosa prevedono e cosa cambierà




Dopo i primi interventi dell’operazione trasparenza avviata dal presidente dell’Inps, Tito Boeri, e il via a 'La mia pensione', è atteso per fine maggio, inizio giugno il decreto previdenziale di cui tanto si è parlato nei mesi scorsi, su cui poi è calato il silenzio, e che era stato annunciato dallo stesso premier Renzi. Secondo le sue intenzioni, il decreto dovrebbe prevedere quegli interventi negativi e tagli a baby pensioni, pensioni di guerra, invalidità, cumulo, reversibilità necessari, ad oggi, per recuperare nuove risorse economiche da impiegare per modificare la riforma pensioni in senso più flessibile. Ma non solo.

Stando alle novità e ultime notizie, d’accordo con i piani di intervento di Boeri, nel decreto previdenza dovrebbe rientrare anche quell’assegno universale messo a punto per gli over 55. Secondo quanto definito da ministro del Lavoro Polletti e presidente Boeri, infatti, l’assegno universale sarà limitato a coloro che hanno 5565 anni, che rischiano di perdere il lavoro, rischiando di rimanere anche senza pensione, perché lontani dal raggiungimento dei requisiti necessari, e che potrebbero diventare un nuovo caso sociale.

Si tratta, dunque, di una nuova forma di tutela e sostegno dei lavoratori, appoggiata anche dall’Ue, nonostante sia costosa, e che già esiste in quasi tutti gli altri Paesi europei. Ma non si tratta certo dell’unica novità in tema di tutela del lavoro in arrivo. Dopo i primi due decreti attuativi della riforma del lavoro su nuovi ammortizzatori sociali e nuovo contratto unico a tutele crescenti, si attendono per giugno il terzo e quarto decreto attuativi, che si spera possano portare novità anche per le pensioni.

Ci saranno certamente norme per la tutela della maternità e per la conciliazione delle esigenze di cura, di vita e di lavoro, e novità che puntano ad estendere gradualmente l'indennità di maternità a tutte le lavoratrici dagli attuali 8 anni di vita del bambino a 12, con quella parzialmente retribuita (30%) che dovrà essere portato dai 3 anni di età del bambino a 6 anni e quella non retribuita dai 6 anni di vita del bambino ai 12 anni. Si pensava che il terzo disegno di legge delega avrebbe potuto contenere interventi come staffetta generazionale o part time o elementi collegati al lavoro, ma anche argomenti urgenti come la richiesta di proroga dell’uscita anticipata con opzione contributivo donna, per cui si aspetta ancora un risposta, ma al momento tale ipotesi è stata smentita, segno che, nonostante  la necessità di intervenire sulla riforma pensioni, ci vorrà ancora un po’ per l’attuazione di queste misure.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il