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Pensioni anzianità, donne, vecchiaia riforma Governo Renzi: novità legge positiva bloccata ancora da MEF per problemi non veri

Fino a che punto regge la motivazione dell'assenza di coperture economiche nella questione della riforma pensioni? Le ultime notizie.




La motivazione avanzata è sempre la stessa: non ci sono coperture economiche a sufficienza per fare la riforma pensioni. Non rappresentano più novità di rilievo le continue dichiarazioni che arrivano dal Ministero dell'Economia sull'intoccabilità della legge Fornero. Eppure molte delle proposte sono a costo quasi zero. Come l'ipotesi del prestito previdenziale (da restituire), proposto dal ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Giuliano Poletti, con cui dare l'opportunità del ritiro agli over 55 disoccupati di andare in pensione. E che dire dell'estensione a tutti del sistema di calcolo dell'assegno con il metodo contributivo ovvero un importo più basso in cambio dell'uscita anticipata?

Fermi al palo anche l'ipotesi di introdurre la cosiddetta quota 100 come somma di età anagrafica e anni di contribuzione e il disegno di legge di Cesare Damiano, presidente della commissione Lavoro della Camera dei deputati, che prevede il congedo a 62 anni di età con 35 anni di contributi, secondo una tabella di incentivi e penalizzazione.

Fa poi riflettere come in un periodo di grandi ristrettezze, l'Italia resta indietro nell'utilizzo dei fondi europei. Esattamente si trova 11 punti sotto la media nonostante un'accelerazione negli ultimi anni. Sulle politiche di coesione siamo al 67,5% contro una media europea del 78%. In termini assoluti significa che ci sono ancora da spendere 7,6 miliardi di euro. Quelli che non riescono ad essere recuperati entro la fine del 2015 saranno persi. Lo ha confermato la commissaria europea per le Politiche regionali, Corina Cretu, incitando l'Italia a "fare di più". Il rischio di perderli è concreto: per spendere tutti i 7,6 miliardi di euro ancora a disposizione bisognerebbe "fare tre volte quanto fatto lo scorso anno".

L'Italia è tra gli otto Stati, assieme a Croazia, Bulgaria, Repubblica Ceca, Ungheria, Romania, Slovacchia e Slovenia, in ritardo sulla spesa, al centro dell'attenzione di una speciale task force della Commissione europea.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il