Pensione e Tfr per i CoCoCo? Ecco possibili soluzioni partendo dall'attuale situazione

Bistrattati, non tutelati ma più frequentemente completamente ignorati dai nostri legislatori, i lavoratori atipici non avranno diritto ad alcun trattamento di fine rapporto decoroso



Bistrattati, non tutelati ma più frequentemente completamente ignorati dai nostri legislatori, i lavoratori atipici non avranno diritto ad alcun trattamento di fine rapporto decoroso anche con l'attuale governo (di sinistra?). Per 1.685.071 italiani il lavoro ma anche la pensione sono un bel terno al lotto.

Ma chi sono i co.co.co., giovani rampolli appena usciti dall'università che fanno gavetta in cerca di un primo lavoro più stabile?

Non proprio, secondo i dati registrati dal sindacato degli atipici Nidil-Cgil sulla scorta delle iscrizioni al regime di gestione separata dell'Inps (lavoratori autonomi che esercitano un'attività professionale o di collaborazione) è in progressivo aumento l'età media del precariato nostrano. Il lavoratore atipico si aggira intorno ai 41 anni e guadagna nella maggior parte dei casi meno di 10.000 Euro l'anno (58%). Il 90% dei collaboratori iscritti alla gestione separata inoltre ha un unico committente, una forma insomma di lavoro dipendente ben mascherato.

Replica deciso il viceprsidente di Confindustria Bombassei secondo cui il 36% dei lavoratori dipendenti con contratto a termine è stato assunto a tempo indeterminato nel 2005. Un'indagine Confindustria inoltre tende a sottolineare come il 96% dei lavoratori complessivamente assunti da aziende sia sottoposto a contratti a tempo indeterminato.

Comunque rimane esemplificativa la situazione dell'impiego pubblico dove si è registrato un vistoso aumento dei contratti atipici negli ultimi 3 anni: dal 2003 gli ex co.co.co sono aumentati di 3.635 unità (+4,1%), soprattutto nella Sanità, Regioni e Autonomie locali, mentre secondo i dati della Ragioneria generale dello Stato tra il 2001 e il 2005 i contratti a tempo determinato sono cresciuti nel complesso del 26% (v. articolo).

Se la pubblica amministrazione si sta lentamente muovendo per ridurre la presenza di co.co.co (circolare del Ministro per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione) stabilendo che gli incarichi individuali, con contratti di lavoro autonomo, di natura occasionale o coordinata e continuativa, potranno essere affidati solo a personale esperto, competente e opportunamente formato, per svolgere prestazioni temporanee e altamente qualificate, non sembrano essere state adottate misure significative nell'ambito privato per scoraggiare questa tipologia contrattuale.

Con la nuova finanziaria il sistema previdenziale per i lavoratori atipici non è migliorato poi di molto. Il Governo ha infatti pensato di disincentivare i contratti di lavoro parasubordinati e contemporaneamente garantire un sistema previdenziale decoroso (collaboratori coordinati e continuativi, a progetto, professionisti senza cassa pensionistica, venditori porta a porta, amministratori e sindaci di società, lavoratori online...) aumentando di molto il regime contributivo (+ 4,80 punti quale percentuale massima). Gli aumenti previsti in media sono di 1.093 euro nell'anno 2005, pari a 91 euro al mese, non sufficienti quindi a raggiungere quel 33% di contributo previdenziale dei lavoratori subordinati.

Per il lavoratori senza pensione che vivono di soli proventi da co.co.co il contributo previdenziale ammonta infatti al 23,50% dei compensi (quasi 10 punti percentuali in meno rispetto ad un lavoratore regolarizzato e 5 punti in più rispetto al 2006), ripartito per 2/3 sull'azienda (15,67%) e per 1/3 sul lavoratore (7,83%).
Quali sono quindi le sozluzioni prospettate per i giovani precari di oggi:

  • aumentare i contributi Inps per raggiungere quanto prima il 33% dei ricavi, mettendosi al passo con i lavoratori dipendenti,
  • rivolgersi ai fondi pensione per costruirsi una rendita complementare che riesca a rendere economicamente dignitosa la quiescenza.

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il
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