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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi: prospettive attese e potenziali quota 100, mini pensione, contributivo a Maggio

Il nuovo mese di maggio si preannuncia ricco di interessanti appuntamenti che potrebbero avere come esito diverse novità sulla riforma pensioni: la situazione




Il nuovo mese di maggio si preannuncia ricco di interessanti appuntamenti che potrebbero avere come esito diverse novità sulla riforma pensioni e si tratterebbe di risultati derivanti da un mese di aprile all’insegna di discussioni, nuove proposte arrivate, nuovi ddl presentati, tutti volti a modificare l’attuale sistema pensionistico. E si tratta di interventi che non accennano a placarsi soprattutto in virtù di casi creati dalla legge Fornero ancora aperti, come esodati e quota 96 della scuola, nonché dall’irrigidimento dei requisiti pensionistici imposti che, allungando l’età pensionabile per i lavoratori già occupati, hanno impedito in questi ultimi anni l’ingresso dei più giovani nel mondo del lavoro.

E se sembra ormai certa l’approvazione dell’assegno universale per gli over 55, come proposto dal presidente dell’Inps Boeri, tutela che dovrebbe interessare, appunto, coloro che hanno 55-65 anni e che rischiano di perdere il lavoro ma ancora ben lontani dalla maturazione dei requisiti pensionistici necessari per uscire, rischiando di diventare un nuovo caso sociale. Si tratta di una novità sostenuta anche dall’Ue, nonostante sia decisamente più costosa rispetto a quei piani di uscita anticipata a costo zero cui continua ad opporsi.

Ed è proprio sulle forme di maggiore flessibilità in uscita che si discute maggiormente: se fino a qualche tempo al vaglio del governo c’era un piano flessibile che prevedeva la pensione anticipata a 62 anni con 35 anni di contributi e penalizzazioni, uscita a quota 100, con prestito pensionistico o mini pensione, o con sistema contributivo per tutti, oggi l’attenzione sembra essere maggiormente puntata su quota 100 e mini pensione. E si attendono risposte ufficiali dal governo sul contributivo donna e la sua proroga fino alla fine del 2015.

Il piano di ritorno alle quote di Cesare Damiano piace molto alla Lega, è appoggiato dai sindacati, e anche il presidente Boeri sembra guardarlo di buon occhio. E tanto piace questo sistema che, proprio qualche giorno fa, accanto al piano di uscita a quota 100 proposto da Damiano, che permette al lavoratore di andare in pensione a 60 anni di età e 40 di contributi, o a 62 anni di età e 39 di contributi, o a 62 anni di età e 38 di contributi, lasciando possibilità di scelta dell’età per l’uscita dal lavoro, a patto la somma di età anagrafica ed età contributiva dia 100 come risultato, l’onorevole Prataviera ha presentato una nuova proposta di uscita anticipata a quota 100.

A differenza del sistema di Damiano, questa novità prevede invece il raggiungimento di un minimo di 35 anni di contributi versati o di un'anzianità anagrafica di almeno 58 anni, che permetterebbe così di scegliere di andare in pensione a 58 anni di età e 42 di contributi, a 59 anni di età e 41 di contributi, o con 35 anni di contributi e 65 anni di età, o con 36 anni di contributi e 64 di età, 37 di contributi e 63 di età, e così via.

Novità anche sul contributivo: è stato, infatti, presentato qualche settimana fa un nuovo ddl che chiede la possibilità di pensione anticipata a 60 anni per le donne lavoratrici, con possibilità per le stesse di sommare i contributi versati durante la propria carriera lavorativa e durante la maternità e nei periodi di ‘lavori di cura che si sono caricate e probabilmente si dovranno caricare ancora’. Tra le altre proposte, l’uscita per tutti con 41 anni di contributi indipendentemente dall’età anagrafica. C’è dunque parecchio di cui discutere e mentre il ministro Poletti ha annunciato un nuovo incontro con i sindacati, resta da trovare un compromesso sui sistemi flessibili da adottare.

Qualcosa potrebbe iniziare a muoversi con il decreto previdenza che, secondo i piani di Boeri e Poletti, dovrebbe arrivare alla fine del mese o al massimo per l'inizio di giugno e che, attraverso gli interventi negativi previsti e i tagli a baby pensioni, pensioni di reversibilità, guerra, invalidità, potrebbe permettere di accumulare nuovi risparmi da utilizzare in ulteriori interventi pensionistici e, perchè no, proprio per garantire maggiore flessibilità a tutti.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il