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Pensioni donne e uomini Governo Renzi: riforma, novità quali scenari tra annunci, conferme e smentite in elezioni regionali

Ancora un priorità modificare la riforma pensioni attuale: le prospettive in vista delle elezioni regionali di fine maggio e le novità




Cambiare la riforma pensioni sembra ormai essere diventata sempre più una priorità e, dopo le novità e ultime notizie, è tornata ancor di più alla ribalta la questione e si susseguono annunci, proposte ddl volti a rendere le norme attuali più flessibili per tutti. Si cerca di mettere a punto piani di intervento flessibili da oltre un anno, piani messi a punto e ben definiti tanto da risultare a costo zero. Uscita anticipata con quota 100, con mini pensione o prestito pensionistico, o part ime, non richiederebbero infatti l’impiego di ulteriori risorse, ma solo, eventualmente, anticipi da parte dello Stato, che verrebbero comunque restituiti considerando che ogni meccanismo prevede penalizzazioni da parte del lavoratore che decide di lasciare prima il lavoro.

Certo anche l’arrivo dell’assegno universale per gli over 55. Tutto sembra, dunque, definito nel dettaglio, eppure si temporeggia da mesi sulla questione flessibilità e ci sono ancora gli ostacoli di Mef e Ue da superare. Probabilmente, c’è chi ritiene, che il periodo delle prossime elezioni di fine maggio potrebbe essere quello propizio per l’approvazione di novità pensioni, mossa che si rivelerebbe vincente per il governo. Secondo gli ultimi sondaggi infatti sono calati i consensi e quale miglior modo di recuperare fiducia se non agendo sulle pensioni?

Era già accaduto l’anno scorso che Renzi ricorresse a tale strategia: era il periodo delle elezioni amministrative e Renzi parlava dell’estensione del bonus di 80 euro anche per i pensionati, annuncio poi ovviamente caduto nel dimenticatoio. La speranza è che se qualcosa dovesse essere annunciata ora, possa diventare realtà, altrimenti significherebbe affossare completamente la credibilità del governo. Altra possibilità imminente potrebbe essere quella di attuare ora i tagli previsti, a baby pensioni, pensioni di invalidità, reversibilità, cumulo, guerra, per accumulare nuove risorse in una logica di redistribuzione più equa.

O, ancora, si può continuare a lasciare ai governatori delle Regioni la possibilità di decidere come agire, visto che finora, nell’attesa di interventi concreti da parte del governo, alcune regioni hanno già approvato piani di uscita anticipata, come già accaduto in Piemonte, Sicilia, Calabria, e Molise. In Piemonte, per esempio, via libera al part time per i lavoratori con più di 50 anni, che siano dipendenti da almeno cinque anni di un'impresa della regione, cui mancano tre anni di contributi per la pensione; in Calabria, è stato definito per i lavoratori dipendenti a tempo indeterminato della Regione uno scivolo valido fino al raggiungimento dei requisiti pensionistici in cambio dell’uscita anticipata dal lavoro, in modo da poter assumere nuovi giovani nella P.A.; mentre in Sicilia è stata approvata l’uscita anticipata a quota 100 per i dipendenti regionali in esubero.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il