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Pensioni anzianità, donne, vecchiaia riforma Governo Renzi: novità contributivo, quota 100, assegno universale elezioni regionali

Riforma pensioni ancora al centro del dibattito politico e possibili novità in vista delle elezioni regionali di fine maggio: le ultime notizie




Dopo l’ok, tra mille polemiche, discussioni e dimissioni, alla nuova legge elettorale, dopo il grande sciopero contro la riforma della Scuola del governo Renzi e in attesa di terzo e quarto ddl sul Lavoro, al centro del dibattito politico continua ad esserci la riforma pensioni e, nonostante da mesi non si faccia altro che parlare, avanzare nuove proposte, fare nuovi annunci, finora mancano ancora gli atti concreti. Le uniche novità messe realmente in atto sono gli interventi della cosiddetta operazione trasparenza avviata dal Tito Boeri nuovo presidente dell’Inps che non sembra avere intenzione di fermarsi. Tutt’altro: il suo obiettivo è quello di arrivare a mettere in pratica tutti gli interventi da lui annunciati.

E nell’attesa che si arrivi all’assegno universale, che dovrebbe presentare a giugno, al sì o no al ricalcolo contributivo, e a interventi negativi che servirebbero per recuperare nuove risorse per garantire maggiore flessibilità a tutti, novità inattese potrebbe arrivare proprio in questo mese di maggio viste le elezioni regionali in programma il 31. Aprirsi alla questione pensioni con annunci che dovrebbe rapidamente tramutarsi in realtà potrebbe rivelarsi, infatti, una strategia vincente per il governo, per riuscire a riconquistare consensi e fiducia che sembrano essersi smarriti. Ma gli annunci, se fatti, dovranno necessariamente essere applicati altrimenti significherà la fine della credibilità del governo stesso.

Già, infatti, ci si porta dietro il carico di quella delusione nata dall’annuncio del premier Renzi, l’anno scorso, sempre in periodo elettorale, quando diceva di voler estendere il bonus di 80 euro anche ai pensionati, finora però mai fatto. Quindi ora le cose dovrebbero decisamente andare in maniera diversa. Ma è possibile anche che il governo taccia sulle pensioni, lasciando però ampio margine di intervento ai governatori delle regioni.

Alcune, infatti, in attesa di decisioni del governo che tardano ad arrivare, hanno già dato, in autonomia, il via libera a piani di uscita anticipata per determinate categorie di lavoratori. E’ successo, per esempio, in Piemonte, in Calabria, Sicilia e Molise. In Calabria, la Regione ha definito uno scivolo di accompagnamento  alla pensione per i lavoratori dipendenti a tempo indeterminato in cambio dell’uscita anticipata dal lavoro e di nuove possibilità di assunzioni di nuovi giovani; la Sicilia ha approvato il piano di uscita anticipata a quota 100 per i dipendenti regionali in esubero; mentre in Piemonte, è stato approvato il part time per i lavoratori con più di 50 anni, dipendenti da almeno cinque anni di un'impresa della regione, cui mancano tre anni di contributi per la pensione, in cambio di possibilità di assunzione per i più giovani, che abbiano tra i 18 e i 32 anni.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il