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Pensioni leggi favorevoli bloccate improvviso, riforma Italicum, riforma scuola, riforma pubblica amministrazione: novità sabato

Continua la discussione della riforma pensioni0, ancora aperto il dibattito sulla questione e i tagli alle agevolazioni fiscali, PA e scuola: novità ad oggi sabato 9 Maggio 2015




Novità e ultime notizie ad oggi venerdì 9 maggio 2015 su riforma pensioni così come anche la discussione della riforma della P.A. che proseguirà in questo mese, mentre è stata approvata e firmata dal Presidente Mattarella la nuova legge elettorale.

Pensioni: Riforma pensioni ancora al palo: mentre si cercano soluzioni per l’approvazione di forma di maggiore flessibilità in uscita appoggiate da Ue e Mef, scoppia il caso rimborso, operazione che richiederà certamente l’impiego ingente di risorse economiche che il governo professa da sempre di non avere. O meglio, di non avere per impiegarle per le pensioni. Ed è il motivo per cui finora ogni intervento pensionistico è stato bloccato. E’ il motivo per cui tecnici del Tesoro e Mef continuano a dire no all’abbassamento dell’età pensionabile, nonostante i piani al vaglio del governo, da quota 100 a mini pensione, a sistema contributivo per tutti, siano a costo zero ed anzi, sul lungo periodo, riuscirebbero ad assicurare al governo anche notevoli risparmi.  

Riforma Scuola: Dopo il grande sciopero di docenti e studenti, martedì scorso 5 maggio, in piazza con la riforma della Scuola del governo Renzi, principalmente contro il piano assunzioni che taglia fuori determinate persone e la nuova figura dei presidi dai super poteri, il ministro Giannini ha commentato “Rispetto per lo sciopero, come è doveroso che sia, ma rispetto per il governo che fa il suo lavoro, propone un progetto educativo molto innovativo e rispetto per il Parlamento che è il portatore delle istanze di cambiamento del provvedimento stesso. Il precariato in Italia è arrivato alla punta massima del 18%, anzi, a voler essere precisi, al 17,9% nel 2007. Da quel momento c'è stata una stabilizzazione di questo dato. Noi con questo ddl portiamo il precariato alle sua dimensione fisiologica, che è il 2,5%, cioè togliamo quella fetta di instabilità che ha impedito alla scuola italiana di fare sempre una programmazione incidendo violentemente sulla vita di tante persone”.  Sembra però che, nonostante le proteste, nulla possa cambiare né per le assunzioni né per la figura dei nuovi presidi che dovrebbero vedersi confermati i nuovi ruoli di controllo e gestione della scuola.

Riforma Pubblico Impiego: Il ddl sulla riforma della Pubblica Amministrazione passato in Senato prevede importanti novità riguardo alla snellimento e alla riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche. Saranno previste nuove regole per i dirigenti pubblici e sono state fatte, altre novità potrebbero riguardare staffetta generazionale e turn over, gli orari di lavoro e i procedimenti disciplinari. Nuova apertura poi dal ministro Madia sui contratti dei dipendenti statali e la possibilità di un ritorno alla contrattazione, dopo cinque anni di blocco della parte economica dei contratti collettivi di lavoro nel pubblico impiego. Il ministro Madia ha, infatti, dichiarato “Il blocco della contrattazione è il frutto di una stagione di profonda crisi: uscendo da questo periodo difficile possiamo tornare ad una normale dialettica. Ma ora aggiungo qualcosa si più: scommettiamo tutti sulle riforme che devono far accelerare questo Paese, ed anche, la sua economia. Così arriveremo prima al momento in cui si può ricominciare a dare aumenti salariali”. Approvato il ddl, il governo potrà approvare una serie di provvedimenti per facilitare l’inserimento e l’integrazione dei disabili negli ambienti di lavoro; riorganizzare i controlli sanitari e le visite del medico legale per le assenze a causa di malattia: in questo caso, le visite fiscali dei dipendenti pubblici saranno affidate all’Inps e non più alla Asl; rivedere le procedure di valutazione dei dipendenti pubblici, per i quali saranno introdotti meccanismi premianti, in seguito al riconoscimento di effettivi meriti; superare il blocco delle assunzioni nella P.A., rispettando i limiti di spesa.

Semplificazioni fiscali: Per recuperare circa 1,6 miliardi di euro il governo prevede il taglio di circa 52 agevolazioni fiscali, tra cui un taglio delle detrazioni per le spese sanitarie, quelle di assistenza familiare, e le detrazioni per ristrutturazioni e mobili. Le prime stime del dossier presentato dai due commissari della spending rewiev Yoram Gutgeld e Roberto Perotti contiene una revisione di tutti i bonus, aliquote ridotte, sconti fiscali e agevolazioni che ogni anno vanno a limitare il gettito che entra nelle casse dello Stato. Il tagli previsti dovrebbero riguardare comparto della sanità, dell’editoria, dell’agricoltura, i bonus ristrutturazione, anche se il ministro Delrio ha smentito questa misura. Dei diversi comparti coinvolti nel tagli, a pagare il conto maggiore potrebbe essere l’agricoltura in cui la riduzione delle agevolazioni potrebbe portare un gettito maggiore pari a 330 milioni di euro nel solo 2016. A seguire il settore delle pompe funebri e delle spese funebri sostenute con un gioco a partita doppia. I tagli potrebbero andare a toccare anche le detrazioni sanitarie che potrebbero essere modulate sul reddito dei contribuenti. Secondo le due ipotesi avanzate le detrazioni spetterebbero solo ai contribuenti meno ricchi e prevederebbero detrazioni decrescenti. Stesso meccanismo potrebbe applicarsi anche per le spese veterinarie.

Sistema elettorale Italicum: Il Presidente della Repubblica Mattarella ha firmato la nuova legge elettorale, che entrerà in vigore dal luglio 2016, e prevede un premio di maggioranza alla lista che supera il 40% dei voti o ballottaggio tra i due partiti più votati se nessuno supera quella soglia, sbarramento al 3% e capilista bloccati. Il disegno di legge firmato dal ministro Boschi deve ancora essere approvato proprio dall’assemblea di Palazzo Madama. L’Italicum è un sistema proporzionale che assegna un premio di maggioranza (340 seggi su 630) alla lista che supera il 40% e se nessun partito raggiunge tale percentuale, si svolge un secondo turno tra i due partiti più votati, per l’assegnazione del premio. I partiti perdenti si ripartiscono i 290 seggi rimanenti sulla base della percentuale di voti. Entrano alla Camera tutti i partiti che abbiano superato il 3%. L’assegnazione dei seggi della Camera avviene proiettando le percentuali dei partiti ottenuti a livello nazionale su 100 collegi, in ognuno dei quali sono eletti 6-7 deputati. Sono possibili due preferenze, purché la seconda sia di genere diverso dalla prima. Se le due preferenze sono entrambe per candidati dello stesso sesso, la seconda preferenza è annullata. Le liste devono esser composte in modo da alternare un uomo ad una donna. Nell’ambito di ogni circoscrizione (Regione) i capilista di un sesso non devono essere superiori al 60% del totale.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il