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Pensioni anzianità, donne, vecchiaia riforma Governo Renzi: novità negative dopo leggi positive fermate che parevano ufficiali

La partita della riforma pensioni nell'ambito della pubblica amministrazione è ancora aperta. Sono tante le incognite. Le novità.




Sia nel pubblico sia nel privato, la riforma pensioni è accompagnata da molti punti interrogativi. Le ultime notizie in merito al destino del personale negli uffici italiani è ancora tutto da scrivere. Si era fatta strada l'ipotesi della trasformazione su base volontaria da tempo pieno a tempo parziale dei contratti dei dipendenti pubblici assicurando lo stesso livello di contributi, ma a quanto pare c'è stata una frenata. Come al solito occorre fare i conti con le casse dello Stato e il Ministero dell'Economia ha tirato il freno a mano. Dubbi anche sul personale delle amministrazioni provinciali, sospesi tra piani di prepensionamento e ricollocamento in altri uffici, soprattutto quelli regionali.

Si resta poi in attesa del decreto con le tabelle di equiparazione che metteranno ordine allo spostamento del personale della pubblica amministrazione. Se per il ministro per la Funzione Pubblica, Marianna Madia, "servono a guidare con maggiori certezze per i lavoratori il processo della mobilità, che già esiste e che non ha mai funzionato in maniera efficace", i sindacati puntano l'indice contro il governo, accusandolo di "proporre tagli d'ufficio al salario" e contestando di "tornare indietro di 20 anni sulla disciplina delle professionalità".

A proposito del personale della pubblica amministrazione, si va verso un assorbimento della Forestale negli altri Corpi, con le funzioni di tutela ambientale e alimentare che resterebbero intatte. Bisognerà capire i tempi dell'intervento. Da cinque corpi nazionali si passa quindi a quattro: restano Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza e Penitenziaria. Resta da scoprire il destino della polizia provinciale. In ballo c'è anche l'assegnazione di più poteri a Palazzo Chigi nelle nomine di competenza diretta o indiretta, del Governo o dei singoli ministri, in modo che le scelte passino per il Consiglio dei ministri anche quando l'atto formale spetta al singolo dicastero.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il