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Pensioni donne, vecchiaia, precoci riforma Governo Renzi novità della settimana

Cambiano le norme sul lavoro, cambia la legge elettorale, cambia il mondo della scuola ma nulli sembrano ad oggi i cambiamenti sulla riforma pensioni: le possibili novità




Cambiano le norme sul lavoro, cambia la legge elettorale, cambia il mondo della scuola ma nulli sembrano ad oggi i cambiamenti sulla riforma pensioni. Nonostante la questione previdenziale sia sempre più centrale nel dibattito politico, nonostante non facciano altro che essere presentate nuove proposte, modifiche e nuovi ddl volte a intervenire sull’attuale sistema pensionistico, ancora nulla di concreto è stato fatto in tal senso.

Eppure ora più che mai è chiaro quanto sia necessario intervenire sulla riforma pensioni attuale, e non solo per correggere gli errori della legge Fornero che hanno dato vita a casi sociali, come esodati e quota 96 della scuola, ma anche per rendere più flessibili i requisiti pensionistici. E’ urgente agire in tal senso, per rilanciare l’occupazione giovanile, ormai tornata a crescere, come hanno attestato gli ultimi dati Istat di marzo, e di conseguenza produttività ed economia, in generale. E continuano a susseguirsi proposte di modifica e ddl in tal senso, anche se sono tante le smentite anche di quelle leggi positive che sembravano finalmente aprire la strada a modifiche reali per tutti.

E’ stato infatti presentato la scorsa settimana un nuovo emendamento che chiedeva la possibilità di pensionamento per i quota 96 della scuola con le vecchie norme previdenziali, e sembrava essere ormai pronto ad essere messo in atto anche il piano di prepensionamento dei dipendenti pubblici della P.A., che aveva fatto sperare anche i privati in novità prossime.

Ma si tratta di novità bloccate, di cui si è parlato per qualche giorno ma su cui sembra esserci quasi un dietrofront, e a questa situazione di caos certo non fa bene il clima politico attuale che ha portato a grosse spaccature in questi ultimi giorni, soprattutto all’interno del governo, con la minoranza Pd. E in questo quadro, gli unici interventi concreti sulle pensioni finora compiuti sono quelli messi in pratica dal presidente Boeri, che ha avviato l’operazione tra speranza, ha mantenuto fede all’annuncio del debutto dal primo maggio de ‘La mia pensione’, e ha annunciato per giugno la proposta con l’assegno universale per chi ha 55-65 anni. Alla luce di quanto fatto finora è quasi certo che ogni suo annuncio possa tranquillamente trasformarsi in realtà.

E questa è l’unica indicazione che lascia ben sperare che altri interventi pensionistici possano essere davvero approvati. C’è chi, però, ritiene che le elezioni di fine maggio possano portare novità pensioni: è possibile che premier Renzi e governo, per avere consenso e fiducia, ultimamente calati, possano rilanciare su interventi sulle pensioni, ben sapendo quanto questa mossa possa avere influenza sulla posizione degli elettori. Indipendentemente dalle ipotesi o meno, di certo c’è che è necessario definire quella soluzione universale per tutti, cui spingono anche le nuove indicazioni economiche e le dichiarazioni recenti del governatore della Banca d’Italia Visco, secondo cui “L'Italia investe poco in quelli che capiscono l'innovazione. Se non la si capisce si perde e il futuro resta difficile. L'innovazione crea nuovi lavori: ma se non creiamo le condizioni rischiamo una disoccupazione di massa”, e che evidentemente spingono all’approvazione di una maggiore flessibilità pensionistica come unica possibilità di rilancio di occupazione e competitività.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il